Sinodo 2018: p. Tasca (OfmConv), “troppi giovani nel ‘nord’ del mondo pensano di vivere senza Dio”

“Non è possibile intendere in pienezza il significato della vocazione battesimale se non si considera il fatto che essa è per tutti, nessuno escluso, una chiamata alla santità”. Lo ha detto fra Marco Tasca, ministro generale dell’Ordine dei Frati minori conventuali, durante i lavori dell’assemblea Usg ad Ariccia dedicata al recente Sinodo sui giovani. Il frate si è soffermato a lungo sulla sfida della trasmissione della fede pensando soprattutto ai giovani del “nord” del mondo, “sempre più lontani dalla vita cristiana ed ecclesiale e purtroppo non rappresentati nel Sinodo”. “Troppi giovani oggi pensano di poter vivere anche senza Dio. Questo non esclude che siano anche ‘in ricerca’ e che abbiano una certa sete di vita interiore e di spiritualità. Ma come tutta risposta spesso non trovano altro che la proposta di una vita etica avente come scopo un benessere individuale esteriore e psichico”. A suo avviso, è una “sfida” che “non può non segnare in maniera preoccupante il destino della Chiesa di oggi”. “Può diventare anche una grande opportunità per i giovani, a condizione di incontrare, da parte loro, delle persone capaci di testimoniare nel loro vissuto un’esperienza cristiana profonda e convincente”. Molti i punti sviluppati anche da p. Bruno Cadoré, maestro dell’Ordine dei frati predicatori (Domenicani). Tra questi, l’esperienza pasquale del dialogo della Chiesa con i giovani, come la vita consacrata possa contribuire a essere uno stimolo per la riscoperta di tutte le vocazioni nella Chiesa, fino a che punto gli istituti religiosi sanno sviluppare il loro carisma insieme alla Chiesa sempre più incamminata verso il mondo, come essere solidali con le tante ferite del mondo di oggi.

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