Salute mentale: mons. Savino (Cassano all’Jonio), “il segreto della felicità è sentirsi amati. E’ l’amore il vero antidoto alla follia”

“La speranza ci rende resilienti di fronte agli eventi della vita. Il trittico fede, speranza, felicità rappresenta un’opportunità alla nostra riflessione di credenti per affrontare le nuove sfide che la cultura in cui viviamo ci pone, senza ‘paraocchi’, cogliendone il potenziale vitale che il cristianesimo deve ancora esprimere nella comprensione del mondo”. Lo sostiene mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, nel suo intervento “Fede, speranza, felicità” al convegno “La Chiesa italiana e la salute mentale 2. Futuro benessere della mente”, in corso oggi a Roma (Pontificia Università Lateranense) per iniziativa dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della salute e del Tavolo nazionale sulla salute mentale attivato presso lo stesso Ufficio, in collaborazione con Aippc e Ipp. Di fronte alla “grave crisi di senso” che attanaglia l’uomo contemporaneo, la fede, si interroga il presule, può intercettarne il bisogno di felicità? “Curare la propria interiorità – spiega – significa prendersi cura della propria mente” oggi “nella condizione di essere destabilizzata dalle tante forze mondane che l’attraggono in più direzioni, a volte anche contrapposte”. Alda Merini diceva che “nessuno è felice come chi sa di essere amato”, ricorda il vescovo per il quale “il segreto della felicità è nel sentirsi amati. E’ l’amore il vero antidoto alla follia” che, “per tramontare”, ha bisogno di “essere amata, di essere curata”.

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