Giuseppe Toniolo: Ornaghi, democrazia sostanziale valorizza “corpi intermedi” e “bene comune”

(Milano) È dedicata al tema “la democrazia sostanziale in azione: pensiero e azione sociale” la seconda sessione del convegno “Economia e società per il bene comune. La lezione di Giuseppe Toniolo”, che si tiene oggi a Milano, all’Università Cattolica del Sacro Cuore, su iniziativa del Comitato per il Centenario del beato Giuseppe Toniolo”.
Un tema che entra nell’attualità della crisi della politica, come ha evidenziato introducendo i lavori il presidente dell’Azione Cattolica italiana, Matteo Truffelli: “Viviamo un momento di
tensioni e diseguaglianze”, frutto di uno strappo con la società, la democrazia sostanziale appunto, che “mette in crisi anche le procedure della democrazia formale”. Da qui la necessità di un ritorno al Toniolo, “cucitore di iniziative”. Un importante riferimento per “ritrovare le ragioni dello stare insieme”.
Nella relazione che ha introdotto la sezione il prof. Lorenzo Ornaghi, rettore emerito dell’Università Cattolica, ha esordito con un interrogativo franco: “Toniolo pone un nesso tra pensiero e azione sociale. Occorre chiederci: disponiamo oggi di un pensiero in grado di dare vita ad azione sociale?”. Ornaghi ha citato la recente introduzione del cardinale Gualtiero Bassetti all’assemblea della Cei, nella quale Toniolo è stato definito come colui che seppe “riunificare i cattolici”, a quel tempo irrilevanti. Quali allora le intuizioni del Beato economista e sociologo in grado di fondare e dare ossigeno alla democrazia sostanziale? Il prof. Ornaghi ha messo in evidenza il valore della società civile e dei corpi intermedi. Ciò che renderà possibile la “democrazia politica” è infatti – secondo Toniolo – una “società tutta intera che governa se stessa”. A tale scopo, occorre muoversi nella direzione di una “costituzione organica della società”, i cui elementi fondamentali non possono che essere gli ‘interessi organizzati’. Questi ultimi, non solo ai tempi di Toniolo ma ancora oggi, ha avvertito il docente, “costituiscono l’argine più solido nei confronti non solo di ogni manifestazione e concreta applicazione della «statolatria», ma anche di tutte le forme di pervasiva ubiquità della politica”.
Parlando dell’attualità, il prof. Ornaghi ha aggiunto: “Toniolo parlava dei rischi della statolatria o del panteismo di Stato, oggi si potrebbe parlare di politica ubiqua e pervasiva, di consorterie emerse dalla crisi dei partiti”.
Toniolo, poi, considerando i motivi e le concrete modalità con cui i differenti interessi organizzati cooperano al perseguimento del bene comune, mette in evidenza l’importanza di quest’ultimo, quale realtà in grado di evitare che la pericolosa polarità fra Stato e individuo si rovesci nell’immedesimazione, altrettanto pericolosa, fra politica e “volontà popolare”.

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