Giuseppe Toniolo: mons. Sorrentino, “santità laicale chiamata a esprimersi anche nelle strutture della società”

(Milano) La santità laicale di Giuseppe Toniolo è stata al centro della relazione che ha aperto oggi a Milano all’Università cattolica del Sacro Cuore il convegno “Economia e società per il bene comune. La lezione di Giuseppe Toniolo”, che si tiene oggi all’Università Cattolica del Sacro Cuore, su iniziativa del Comitato per il Centenario del beato Giuseppe Toniolo”. Ne è stato autore mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e autore di numerose pubblicazioni sul Beato. “Santità era per Toniolo immettere il sapore di Cristo nelle pieghe della storia. Il passo a questo punto era breve dalla santità personale a quella sociale: la santità come ideale da vivere non sono individualmente, ma collettivamente”. L’ideale di una “società di santi”. Ha proseguito Sorrentino: “Mi sembra che, legando il futuro della salvezza storica a una ‘società di santi’, egli pensasse anche a qualcosa di più specifico, a una sorta di configurazione ideale della vita sociale, in cui la santità si esprimesse non solo nella vita – singolarmente o in gruppo – delle persone che la compongono, ma anche nella qualità delle sue strutture. Utopia che egli riteneva realizzabile e perseguibile. Occorreva per questo che i cattolici si dedicassero a sviluppare le linee della dottrina sociale non limitandosi a criticare altre tendenze sociologiche – in particolare il socialismo -, ma soprattutto mostrando, positivamente, che ‘soltanto l’ordine sociale cristiano (nei limiti consentiti quaggiù) discioglie tutti i conflitti, assicura tutti gli interessi, promuove tutti i ragionevoli miglioramenti, che essa risponde alla scienza, ai concreti bisogni umani, e ad ogni legittimo aspiro di progresso de’ popoli’”.

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