Giuseppe Toniolo: Magatti (sociologo), “raccogliere la sua eredità significa lavorare alla luce della Laudato si’”

Toniolo “fu colui che tradusse in chiave sociale e politica le indicazioni della Rerum Novarum, la grande enciclica che apri una stagione nuova nella Chiesa, chiamata ad interrogarsi rispetto alle grandi questioni della società industriale”. Lo ha ricordato, oggi pomeriggio, il sociologo Mauro Magatti, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’ambito della terza sessione del convegno “Economia e società per il bene comune. La lezione di Giuseppe Toniolo”, che si tiene oggi a Milano, nell’ateneo su iniziativa del Comitato per il Centenario del beato Giuseppe Toniolo”. “Raccogliere quella eredità all’inizio del nuovo secolo, iniziato di fatto con la scansione determinata dalla crisi finanziaria – ha spiegato Magatti -, significa lavorare alla luce di un’altra grande enciclica, la Laudato si’, universalmente considerata un punto di riferimento per ripensare il nostro modello di sviluppo”. Il sociologo ha indicato Toniolo come “un maestro, per come seppe lavorare a un rinnovamento dell’etica civile”. “Oggi siamo in mezzo a una crisi, contrassegnata da alcune caratteristiche: un mezzo che produce mezzi senza fini, un ‘infinire’ senza infinito, dentro al quale sorgono sovranismi e integralismi, una cultura che produce ‘scarti’, come dice Papa Francesco – ha concluso Magatti -. Rispetto a questo siamo chiamati a mostrare l’eccedenza dell’infinito, senza negare l’attuale ‘infinire’. Vanno mostrati i fini, che però vanno accompagnati in modo processuale”.

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