Famiglia: Salvini, “il vero spread è quello delle culle, occorre passare all’azione”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

I dati sono “devastanti”: “i bambini non nascono e i pensionati scappano”. “Cambiare si può e si deve”, ha affermato Matteo Salvini, ministro dell’Interno e vicepremier, che intervenendo oggi all’Assemblea del Forum delle associazioni familiari ha sottolineato che “il vero spread è quello delle culle”. È necessario, ha aggiunto, “cominciare a seminare qualcosa, anche se i frutti si raccoglieranno in seguito”. “Investiamoci, perché è fondamentale. Non abbiamo più tempo”, ha aggiunto. Secondo Salvini, “ci vuole coraggio, occorre passare all’azione, anche con piccoli segnali”. “Da ministro – ha ricordato – ho fatto in modo che 2,5 milioni di euro andassero per avere scuole sicure, per fare fronte al dramma dei venditori di morte fuori dalle scuole”. Sul tema della scuola, il ministro dell’Interno si è quindi soffermato sulla “libertà di scelta educativa”. “Se chiudessero le scuole private, il pubblico crollerebbe e avremmo centinaia di migliaia di bambini in mezzo alla strada”, ha scandito Salvini evidenziando che si tratta di “un investimento in cultura e in concretezza”.

“Vogliamo costruire, far ripartire e far crescere l’Italia, permettere ai nostri ragazzi di lavorare, comprare casa, mettere al mondo dei figli visto che c’è un’emergenza di mancanza di nascite che rischia di fare morire questo Paese”, ha spiegato il ministro dell’Interno a margine dell’Assemblea. “Nella Manovra, che non è a pacchetto chiuso e che può essere migliorata, ci sono alcuni dei passi per permettere questa ripartenza, poi possiamo sederci ancora attorno ad un tavolo”, ha continuato Salvini che ha però chiarito: “non ci possono chiedere di spendere di meno per aiutare gli italiani perché ne hanno assoluto ed estremo bisogno”. Quanto alle reazioni dell’Unione Europea, Salvini ha affermato che “a Bruxelles interessa un’Europa che cresce: se l’Italia cresce, lavora e risparmia, l’Italia investe, esporta, compra; se gli italiani stanno meglio, è un bene per tutti”. “Non penso che sanzioni economiche, minacce, ricatti, commissari, ispettori servano né agli italiani né all’Unione Europea”, ha ribadito Salvini. “Non ci chiedano – ha concluso – di togliere soldi dalle tasche degli italiani, non mi chiedano di cambiare la legge Fornero: siamo solo all’inizio dello smantellamento”.

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