Vescovi Perù: “Va eliminata la corruzione”. Referendum del 9 dicembre occasione per un “cambio radicale”

“Non si può più tollerare di convivere con la corruzione. Per questo, è urgente eliminare questo flagello immediatamente e canalizzare la condanna della società verso il rafforzamento e la ricostruzione delle istituzioni, garantendo lo Stato costituzionale di diritto e un sistema giudiziario integro, onesto e indipendente”, in grado di emettere giuste sentenze “nell’ambito della legalità e nel rispetto delle procedure processuali. La giustizia riguarda tutti e nessuno deve fuggire alla sua responsabilità di fronte alla legge”. Lo scrive in una nota emessa ieri la presidenza della Conferenza episcopale peruviana (Cep), in seguito a ripetuti scandali (ultimo in ordine di tempo la richiesta all’Uruguay di asilo politico da parte dell’ex presidente della Repubblica Alan García), mentre si sviluppa il dibattito sul referendum del prossimo 9 dicembre in merito alle recenti riforme costituzionali. Scrivono i vescovi: “Abbiamo l’imperativo morale di gettare le basi del nostro Paese a partire dalla riserva di coscienza morale della popolazione, dai valori umani e cristiani, così come dall’ascolto del clamore delle giovani generazioni. Ci chiediamo: che Perù vogliamo lasciare? Che compito vogliamo ereditare?”. Pertanto, “è urgente il compito di ricomporre la classe politica, consolidare i poteri dello Stato nella loro indipendenza e autonomia”. In questo compito possono avere un ruolo importante anche le stesse Facoltà di diritto, per contribuire a costruire un’etica della legalità e un cambiamento dell’attuale cultura giuridica”. Il referendum del 9 dicembre sarà articolato in quattro quesiti, riguardanti l’introduzione del bicameralismo, nuovi e più rigorosi meccanismi di controllo sui finanziamenti di privati ai partiti, l’immediata non rieleggibilità dei parlamentari, la riforma del sistema giudiziario. Per la presidenza Cep, questo appuntamento “è un momento storico e decisivo, che richiama la nostra attenzione; perciò, la cittadinanza ha il diritto a essere informata e l’obbligo d’informarsi, per emettere un voto cosciente e responsabile. Ricordiamo che questo strumento di partecipazione pone in mano a tutti i peruviani l’opportunità di mettere in gioco la forza di un popolo che oggi chiede un cambiamento radicale”.

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