Papa Francesco: a Fondazione La Pira, figura “esemplare” da riscoprire in un momento in cui mancano “statisti di alto spessore umano e cristiano”

(Foto Vatican Media/SIR)

“In un momento in cui la complessità della vita politica italiana e internazionale necessita di fedeli laici e di statisti di alto spessore umano e cristiano per il servizio al bene comune, è importante riscoprire Giorgio La Pira, figura esemplare per la Chiesa e per il mondo contemporaneo”. Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i membri della Fondazione “Giorgio La Pira”, in occasione del V Convegno nazionale, in corso a Roma, presso Villa Aurelia, dal 22 al 23 novembre. “Egli fu un entusiasta testimone del Vangelo e un profeta dei tempi moderni”, il ritratto dello statista fiorentino tratteggiato da Francesco: “I suoi atteggiamenti erano sempre ispirati da un’ottica cristiana, mentre la sua azione era spesso in anticipo sui tempi”. “Varia e multiforme fu la sua attività di docente universitario, soprattutto a Firenze, ma anche a Siena e Pisa”, ha fatto notare il Papa: “Accanto ad essa, egli diede vita a varie opere caritative, quali la ‘Messa del Povero’ presso San Procolo e la Conferenza di San Vincenzo ‘Beato Angelico’. Dal 1936 dimorò nel convento di San Marco, dove si diede allo studio della patristica, curando anche la pubblicazione della rivista Principi, in cui non mancavano critiche al fascismo. Ricercato dalla polizia di quel regime si rifugiò in Vaticano, dove per un periodo soggiornò nell’abitazione del Sostituto Mons. Montini, che nutriva per lui grande stima. Nel 1946 fu eletto all’Assemblea Costituente, dove diede il suo contributo alla stesura della Costituzione della Repubblica Italiana. Ma la sua missione al servizio del bene comune trovò il suo vertice nel periodo in cui fu sindaco di Firenze, negli anni Cinquanta”. La Pira “assunse una linea politica aperta alle esigenze del cattolicesimo sociale e sempre schierata dalla parte degli ultimi e delle fasce più fragili della popolazione”, ha sintetizzato Francesco: “Si impegnò altresì in un grande programma di promozione della pace sociale e internazionale, con l’organizzazione di convegni internazionali ‘per la pace e la civiltà cristiana’ e con vibranti appelli contro la guerra nucleare. Per lo stesso motivo compì uno storico viaggio a Mosca nell’agosto 1959. Sempre più incisivo diventava il suo impegno politico-diplomatico: nel 1965 convocò a Firenze un simposio per la pace nel Vietnam, recandosi poi personalmente ad Hanoi, dove poté incontrare Ho Chi Min e Phan Van Dong”. “Vi incoraggio a mantenere vivo e a diffondere il patrimonio di azione ecclesiale e sociale del Venerabile Giorgio La Pira”, l’invito finale del Papa, che ai presenti ha raccomandato “in particolare la sua testimonianza integrale di fede, l’amore per i poveri e gli emarginati, il lavoro per la pace, l’attuazione del messaggio sociale della Chiesa e la grande fedeltà alle indicazioni cattoliche”. “Sono tutti elementi che costituiscono un valido messaggio per la Chiesa e la società di oggi, avvalorato dall’esemplarità dei suoi gesti e delle sue parole”, il commento di Francesco. “Auspico che il vostro incontro di studio e di riflessione possa contribuire a far crescere, nelle comunità e nelle regioni italiane nelle quali siete inseriti, l’impegno per lo sviluppo integrale delle persone”, l’augurio per il convegno in corso.

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