Migranti: Moavero (ministro Esteri), “chi fugge da guerre deve trovare accoglienza, Mediterraneo mare che unisce”

“Chi fugge da guerre deve trovare accoglienza. Ma anche di fronte al migrante economico non si deve restare ottusamente chiusi, ci deve far porre domande, capire perché fugge, intensificare iniziative per lo sviluppo e metter fine al traffico di esseri umani”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, intervenendo ai Med Dialogues, il meeting internazionale promosso dal ministero degli Esteri e dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale a Roma. Il ministro ha riconosciuto che il Mediterraneo “è ancora un luogo di instabilità, di tanti traffici illegali, di tante cose funeste, ma è anche un centro vitale e può esserlo sempre di più”. “È importante – ha aggiunto Moavero – coltivare l’identità mediterranea, che esiste”. Quindi, l’invito a “capire che chi fugge da guerre deve trovare accoglienza”. “L’idea di una romantica, vagamente nostalgica Mitteleuropa- ha affermato il ministro – presenta pericolose tentazioni di ‘frazionamento’ e genera risorgenze di nazionalismi ai quali purtroppo dobbiamo le tragedie di un passato non troppo lontano. Dobbiamo ritrovare una dimensione più ampia, e il Mediterraneo la offre”. Perché, secondo il ministro, il Mediterraneo “rappresenta un mare che unisce”. Infine, il ministro degli Esteri ha segnalato “priorità di carattere umanitario”, insistendo sulla necessità di cooperare per “lo sviluppo delle terre d’origine, per aiutare i Paesi di transito e combattere l’orribile traffico di esseri umani”. “Anche dagli epocali flussi migratori noi possiamo trarre spunti importanti, ci sono priorità di carattere umanitario, non dobbiamo dimenticare che si tratta di persone, ci fanno capire che chi fugge da guerre e devastazione deve trovare accoglienza”.

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