Humanae vitae: card. Ravasi, “benedizione è per eccellenza augurare il dono della fecondità”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La benedizione è per eccellenza l’augurare il dono della fecondità”. Così il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, nella lectio “La benedizione della fecondità umana nel mistero della creazione” che questo pomeriggio ha aperto i lavori del congresso nazionale “Bellezza e cura della fertilità nel mistero del generare umano”, in corso oggi e domani nella sede romana dell’Università Cattolica in occasione del 50° anniversario della promulgazione dell’enciclica Humanae Vitae. “All’interno della Bibbia, grande codice della cultura occidentale, un’unica parola unisce i due concetti di benedizione e fecondità – spiega -: benedizione rimanda letteralmente al ginocchio di una persona che però è un eufemismo per indicare l’organo sessuale che genera”. Ravasi indica quindi l’albero come “simbolo obbligato all’interno della tradizione biblica” per raffigurare l’amore tra uomo e donna nella sua espressione più completa. Radice e tronco con i suoi rami fioriti: “i due anelli che dovrebbero intrecciarsi e invece nella cultura contemporanea si infrangono”. La radice, spiega, “è l’amore autentico tra lui e lei”. In un’esposizione impreziosita di riferimenti biblici e poetici, il porporato sottolinea che “l’uomo è sostanzialmente in relazione” e la donna “ne costituisce l’identità piena” in una “totalità e reciprocità” celebrata “in maniera suprema in tutte le sue iridescenza nel Cantico dei cantici”. In questo orizzonte “essi saranno una carne sola” è un’immagine che “vuole rappresentare l’atto sessuale – precisa – ma anche alludere all’essere un’unica storia, un’unica esistenza”.

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