Humanae vitae: Anelli (rettore), “Paolo VI fece la scelta coraggiosa di prendere posizione”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

L’enciclica Humanae vitae “pone problemi di interpretazione molto complessi; è un’enciclica breve ma molto densa, pone problemi incandescenti. Due anni dopo sarebbe entrata in vigore la legge sul divorzio cambiando completamente il volto della famiglia italiana e del costume sociale”. Lo ha detto Franco Anelli, rettore dell’Università cattolica, aprendo questo pomeriggio nella sede romana dell’Ateneo i lavori del congresso nazionale “Bellezza e cura della fertilità nel mistero del generare umano”, in corso fino a domani. A promuovere l’iniziativa, in occasione del 50° anniversario della promulgazione dell’enciclica Humanae Vitae di san Paolo VI, il Centro studi e ricerche per la regolazione naturale della fertilità dell’Università cattolica, collegato con l’Isi (Istituto scientifico internazionale Paolo VI), in collaborazione con il Centro di Ateneo per la vita e il Centro pastorale, in accordo con l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei e l’Ufficio per la pastorale della famiglia della diocesi di Roma, con il coinvolgimento dell’Associazione medici cattolici italiani e del Movimento per la vita italiano. “In quella stagione complicata – prosegue Anelli – si inseriva anche il tema affrontato coraggiosamente dall’enciclica, quello della riproduzione umana con il suo forte significato. Fu coraggiosa la stessa scelta del Pontefice di prendere posizione”. “Noi – disse Paolo VI – abbiamo l’obbligo di prendere la parola” e in questo modo, prosegue Anelli, “schierò se stesso e la Chiesa su posizioni molto precise anche se avvertite come inattuali. Ancora oggi l’enciclica richiede uno sforzo non semplice di rielaborazione”.

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