Diocesi: Caritas Spoleto-Norcia, a creare poveri è la mancanza di lavoro. Preoccupazione per il dissesto economico di piccole imprese spoletine

Nella diocesi di Spoleto-Norcia la grande preoccupazione è la povertà generata dalla mancanza di lavoro. È l’allarme lanciato oggi dalla Caritas diocesana che ha presentato il I Rapporto sulle povertà riferito all’anno 2017 intitolato “È tempo di fare!”. Nel 2017, il Centro di ascolto della Caritas diocesana ha accolto 233 persone; 82 sono state accolte nel Centro della Pievania di Santa Maria (Spoleto) e 21 nel Centro di ascolto della pievania del beato Pietro Bonilli (Trevi). Tra queste non figurano le persone che si sono rivolte alla Caritas provenienti dalle zone terremotate della Valnerina, alle quali verrà dedicata una successiva analisi. Delle 233 persone, il 60% sono stranieri e il 40 italiani. Varie le forme di povertà emerse nel territorio diocesano, la più grave è senza dubbio quella legata alla mancanza di lavoro: l’82%. Altri dati che emergono sono la difficoltà dei padri separati ad avere luoghi dove incontrare i figli diversi dai centri commerciali e quella delle madri separate nel ricevere puntualmente il mantenimento. Ma la grande preoccupazione è la povertà generata dalla mancanza di lavoro. E se nella Valnerina le imprese a fatica riescono a risollevarsi dopo i terremoti del 2016, preoccupa la crisi di diverse aziende dello spoletino. È stato annunciato che anche per il 2019 i fondi 8×1000 che la Cei stanzierà per la Caritas di Spoleto-Norcia verranno interamente impiegati per attivare altre borse lavoro di 550,00 euro mensili, per sei mesi, e consentire così ad altre persone di ricollocarsi.
Un altro dato messo in luce dal rapporto è che nel 2017 sono stati sostenute 400 famiglie con la spesa alimentare; 35 è stata la media di persone che hanno consumato i pasti giornalieri alla mensa della Misericordia di Spoleto.
“A creare allarme nello spoletino – spiega la Caritas – è anche la crisi per dissesto economico di alcune imprese nel settore della ristorazione e in quello del piccolo artigianato meccanico”. La Caritas è entrata in contatto con queste realtà grazia ad un lavoro sinergico con le varie associazioni di categoria. “È un dato che non ci aspettavamo – commenta il direttore, Giorgio Pallucco – e ciò ci spaventa. Comunque già siamo intervenuti in base alle nostre disponibilità”.
“I numeri contenuti nel Rapporto – ha commentato l’arcivescovo diocesano Renato Boccardo – ci dicono che è possibile fare qualcosa di buono, meglio se lo si fa insieme. Il servizio della Caritas è solo una piccola goccia nell’oceano, ma vuole dire la sensibilità della comunità cristiana alle fatiche dell’uomo di oggi”.

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