Migranti: Onu a governo italiano, rischio “violazioni delle norme internazionali sui diritti umani”

“L’abolizione dello status di protezione umanitaria, l’esclusione dei richiedenti asilo dall’accesso ai centri di accoglienza con l’obiettivo dell’inclusione sociale e la durata prolungata della detenzione nei centri di rimpatrio e negli hotspot minano alla radice i principi internazionali dei diritti umani e porteranno certamente a violazioni delle norme internazionali sui diritti umani”. Il giudizio è stato espresso da esperti per i diritti umani delle Nazioni Unite che hanno invitato il governo italiano a invertire la rotta rispetto alla decisione del 7 novembre scorso da parte del Senato di trasformare il decreto legge su immigrazione e sicurezza in norma. “Da quando è entrato in carica nel giugno 2018, il nuovo governo italiano ha attuato le misure anti-migranti su cui aveva basato la sua campagna”, si legge nel parere diffuso dal Centro Regionale di informazione delle Nazioni unite (Unric): “Rimuovere le misure di protezione per potenzialmente migliaia di migranti e limitarne la possibilità di regolarizzare la permanenza in Italia aumenterà la loro vulnerabilità agli attacchi e allo sfruttamento”, oltre al rischio che finiscano in mano a “trafficanti e gruppi criminali”; per molti non sarà possibile “rispondere ai bisogni di base con mezzi leciti”. Sono da prevedere “tensioni sociali e maggiore insicurezza”, mentre “un approccio inclusivo andrebbe a beneficio non solo dei migranti, ma anche degli italiani”.

In un appello al governo italiano, gli esperti Onu hanno chiesto di “rispettare i valori sanciti dalla Costituzione italiana e gli impegni internazionali sottoscritti”, rivedendo le modifiche legislative in corso. Inoltre “durante l’ultima campagna elettorale, alcuni politici hanno alimentato un discorso pubblico che abbracciava spudoratamente la retorica razzista e xenofoba”, discorso che di fatto incita “all’odio e alla discriminazione”. “Siamo anche preoccupati per le continue campagne diffamatorie contro le organizzazioni della società civile impegnate in operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo, così come per la criminalizzazione del lavoro dei difensori dei diritti dei migranti”, si legge ancora nella nota Unric che informa: “Gli esperti attendono una risposta” dal governo italiano.

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