Eritrea: lettera aperta dei dissidenti a Jovanotti, “nuovo video suggerisce una immagine ingannevole”

“Bellissimo il suo filmato. Peccato che descriva, o quanto meno, suggerisca una immagine ingannevole dell’Eritrea” perché il problema vero da cui fuggono gli eritrei “è la dittatura, molto prima e più della guerra”. Lo scrive in una lettera aperta al cantante Jovanotti, a proposito del suo nuovo video “Chiaro di Luna”, ambientato ad Asmara, in Eritrea, il Coordinamento Eritrea democratica, una organizzazione che riunisce “le principali forze di opposizione e resistenza presenti in Italia contro il regime di Asmara”. “Da quelle immagini – scrivono – emerge un’Eritrea che non c’è. Forse lei non se n’è accorto ma non c’è. Non c’è quella serenità o anche solo quella ‘normalità’ che suggerisce il filmato”. Asmara, ad esempio, “non è più una città”, “basta grattare un po’ ed emergono diffidenza, sospetto, paura. E i ragazzi eritrei, purtroppo, sono lontanissimi dal quadro suggerito da quella descrizione a tinte rosa della sua storia”.  Secondo i dati Unhcr dalla metà di luglio alla fine di ottobre “sono oltre 15.000 i nuovi esuli, soltanto verso l’Etiopia. Un esodo che sta svuotando il Paese delle sue energie migliori. E ne uccide il futuro”. Nella lunga lettera ricordano che in Eritrea esiste il servizio militare obbligatorio per uomini e donne, “che dura un numero indefinito di anni, dall’adolescenza alle soglie della vecchiaia” e che “ti ruba metà dell’esistenza”. Citano i “10.000 prigionieri politici” rinchiusi nelle 300 carceri del Paese, “perseguitati, torturati, talvolta uccisi”. 300 carceri per 5 milioni di abitanti, pari alla popolazione del Lazio, che ha solo 12 penitenziari. Raccontano la storia drammatica di Ciham, una ragazza di 21 anni, da sei anni in carcere “totalmente segregata dall’esterno” solo perché figlia dell’ex ministro dell’informazione, mentre lo zio e il nonno sono stati fatti sparire. Per Ciham Amnesty international ha lanciato una mobilitazione internazionale. L’ultimo caso è quello di Berhane Abrehe, ex ministro delle finanze ed ex delegato all’Onu: “Anche lui è stato fatto sparire: arrestato per strada ad Asmara, non si sa nemmeno in quale galera sia finito” perché “colpevole di aver scritto un saggio in cui spiega il suo progressivo distacco dal regime”. Gli attivisti per i diritti umani e dissidenti invitano perciò Jovanotti ad “un confronto franco e senza pregiudizi, ma in pubblico”.

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