Dottrina sociale della Chiesa: mons. Meta (Rrëshen), “rafforzare strumenti di partecipazione in Albania per costruire società democratica”

“La società caotica deve lasciare posto alla società democratica. Molto è stato fatto ma serve ancora molto. Perciò bisogna rafforzare gli strumenti di partecipazione per costruire una società democratica”. Così mons. Gjergj Meta, vescovo di Rrëshen in Albania, al Festival della Dottrina sociale della Chiesa in corso a Verona. Per il vescovo, sono due le vie per promuovere una libertà responsabile  in Albania: l’istruzione e la spiritualità. “È attraverso lo studio serio, un approfondimento solido della storia e della vita del mondo e della società che possono crescere le nuove generazioni. Se c’è una riforma, la regina delle riforme, è quella nel campo dell’istruzione. Ecco perchè la Chiesa cattolica in Albania è presente sul terreno con scuole, dall’asilo fino all’università”. Quindi la spiritualità, perché è necessario “tracciare dei percorsi di spiritualità del quotidiano, impregnando lo stesso dialogo interreligioso con una tale spiritualità che attingere dalle nostre tradizioni diventa una via privilegiata di consapevolezza. Bisogna lasciare spazio alla vita contemplativa, al silenzio che sempre di più è ricercato da gente di qualsiasi religione e stato di vita in questo clima di continuo frastuono e di continue fughe nel virtuale. Una spiritualità non intesa solo in senso della religione, o addirittura di una sola religione – ha concluso -, ma anche di arte, letteratura, filosofia. Noi in Albania abbiamo bisogno di ascoltare la nostra storia, gli uni gli altri, il presente e cogliere in questo i segni del futuro”.

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