Cristiani perseguitati: Acs, cresce ultra-nazionalismo aggressivo in India, Cina, Corea del nord, Pakistan, Myanmar

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Dal nazionalismo aggressivo e ostile all’ultra-nazionalismo che ritiene le minoranze confessionali una minaccia per lo Stato. E’ una delle tendenze più preoccupanti fotografate dal Rapporto 2018 “Libertà religiosa nel mondo”, tradotto in sei diverse lingue, presentato questa mattina a Roma dalla Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) e contestualmente nelle 23 sedi Acs del mondo. Un fenomeno presente soprattutto in India, Cina, Corea del nord, Pakistan, Myanmar. In India, riferisce lo studio, tra il 2016 e il 2017 gli attacchi anticristiani, principalmente da parte di gruppi estremisti indù, sono quasi raddoppiati, raggiungendo quota 736. Le minoranze sono “una minaccia per l’unità del Paese”, ha di recente dichiarato un membro del Parlamento nazionale. In Cina l’ultra-nazionalismo si manifesta invece come “generale ostilità dello Stato nei confronti di tutte le fedi”. Di qui le misure restrittive assunte dal regime del presidente Xi Jinping tra cui la proibizione della vendita on line della Bibbia. Tra il 2014 e il 2016 distrutte o danneggiate tra le 1.500 e le 1.700 chiese. Grave minaccia al “culto personale” della dinastia Kim e del regime. Sono percepiti così i gruppi di fede nella Corea del nord, Paese che nega la libertà religiosa e nel quale si stima migliaia di cristiani siano detenuti in campi di prigionia.
In Pakistan gli estremisti determinati a trasformare il Paese in uno Stato islamico si oppongono fermamente alle modifiche alla controversa legge sulla blasfemia, che minaccia in particolar modo le minoranze. Grave la situazione delle minoranze religiose anche in Eritrea, Iran, Tagikistan e Turkmenistan. In Myanmar, dal settembre 2017 quasi 700mila musulmani rohingya sono fuggiti in Bangladesh; una crisi definita dall’Alto Commissariato Onu per i diritti umani come “pulizia etnica da manuale”. In Turchia l’agenda nazionalista del presidente Recep Tayyip Erdogan mira ad affermare l’Islam sunnita. I musulmani aleviti hanno subito minacce di violenze e le loro moschee sono state “riadattate” a templi sunniti.

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