Solidarietà: p. Colizzi (Magis), “quando incontriamo i poveri ci sentiamo indegni”

“Il valore della solidarietà è tutt’ora presente tra gli italiani anche se in alcune situazioni tende ad affievolirsi. La nostra è sia una sfida culturale, visto che ha a che fare con il futuro delle nostre comunità, sia una sfida religiosa. Un messaggio che dobbiamo ascoltare e fare nostro, imparando anche ad adottare nuove modalità di comunicazione”. Così il presidente della Fondazione Magis, padre Renato Colizzi, a proposito dell’indagine condotta con il Censis. “Come cambiare la comunicazione?”, si è chiesto padre Colizzi durante il simposio “Quale futuro per la solidarietà?” organizzato alla Gregoriana per i 30 anni del Magis: “Costruire e avere spazi dove le persone possano raccontare – ha risposto -. Ho capito mentre lavoravo all’organizzazione di questo simposio che dovremmo imparare a essere lenti anche quando comunichiamo. Gli adolescenti hanno bisogno del tempo dedicato loro dagli adulti. Quando in una casa non c’è più tempo per raccontarsi, la casa non funziona più e forse la stessa cosa sta accadendo nella Chiesa”. “Auguro – ha concluso – di uscire da questo simposio con la consapevolezza che non siamo impotenti e che tutti noi possiamo fare qualcosa, che il Signore e la vita ci hanno dato l’opportunità di vedere tante cose, che viviamo in un Paese in pace e che può comunicare le proprie idee. Tutto questo ce lo hanno dato i nostri padri ed è una grandissima ricchezza, dobbiamo esserne grati e felici. Nessuno è così povero che non ha niente da dare e, anche noi, non siamo esclusi. Impariamo a celebrare la vita, non ci siamo meritati queste cose. Quando incontriamo i poveri ci sentiamo indegni. Godiamoci quel momento con calma”.

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