Solidarietà: Casa della carità, l’arcivescovo Delpini e il sindaco Sala celebrano i 16 anni della fondazione

Compie sedici anni la Fondazione Casa della carità di Milano. Per ricordare l’anniversario oggi l’arcivescovo mons. Mario Delpini e il sindaco del capoluogo lombardo Giuseppe Sala si sono ritrovati nell’auditorium della Casa, per dialogare insieme su “La carità al tempo delle paure”. A moderare l’incontro don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione. Il “la” per il tema della serata è nato dalle parole che il card. Martini rivolse il 28 giugno 2002 al Consiglio comunale di Milano: “La paura urbana si può vincere con un soprassalto di partecipazione cordiale, non di chiusure paurose; con un ritorno a occupare attivamente il proprio territorio e ad occuparsi di esso”. In questi anni, la Casa della carità ha accolto, ospitato e si è presa cura, nella sua struttura di via Brambilla, di quasi 3mila persone, con l’obiettivo di aiutarle a “uscire” dalla Casa nel più breve tempo possibile, ovvero dotandole di quegli strumenti in grado di realizzare l’autonomia: salute, diritti, lavoro, casa. L’ospitalità praticata dalla Casa ha sempre avuto la caratteristica della “gratuità”, come indicato dal card. Martini. Ciò ha significato dedicarsi alle persone in difficoltà basandosi sul sostegno dei propri donatori e ricorrendo il meno possibile a convenzioni con enti pubblici. Per far fronte alle continue emergenze sociali, negli anni la Casa ha dato vita a diversi progetti, anche in partnership con altri enti del terzo settore, finanziati da bandi e istituzioni. Ecco allora che sono nati i servizi di primissima accoglienza come centro di ascolto, docce e guardaroba a comunità specifiche per donne, per minori e per sofferenti psichici. Da ricordare anche il presidio sociale nei centri comunali che ospitano persone sfrattate al seguire gli ex ospiti della Casa inseriti nella rete di appartamenti dove si sperimenta l’autonomia abitativa. In tal senso, nel solo 2017 (come da Bilancio di sostenibilità), le persone aiutate dalla Casa sono state più di 5.500. La Casa ha sempre affiancato all’attività sociale quella di natura culturale con iniziative e decine di eventi. “La Casa della carità – ha spiegato don Colmegna – è un patrimonio della città di Milano. Dalla sua istituzione abbiamo lavorato per compiere il mandato del card. Martini, vale a dire praticare ospitalità in gratuità, rispondere alle emergenze sociali promuovendo diritti ed essere laboratorio culturale da cui diffondere i valori della carità”. “Mentre siamo pressati dal bisogno immediato – ha sottolineato mons. Delpini – non cerchiamo di resistere alla logica dell’elemosina e contrastiamo la tendenza a ridurci ad una istituzione assistenziale di supplenza. Rinnoviamo ancora l’impegno a costruire una mentalità ispirata al Vangelo. Nella pratica del buon vicinato, sappiate riconoscere coloro che soffrono e che fanno più fatica a vivere la quotidianità dei nostri giorni come testimoni fedeli al Vangelo”.
Tra gli altri appuntamenti in programma, domani, alle 18, alla Casa della carità, Maris Martini Facchini, sorella del card. Martini, parla del suo libro “L’infanzia di un cardinale. Mio fratello Carlo Maria. Ricordi e immagini di vita famigliare”.

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