Pesca: mons. Arellano (Santa Sede), “ridare dignità a chi l’ha persa in questo settore”

“Promuovere azioni efficaci e intraprendere uno sforzo congiunto che pone fine a fenomeni dolorosi di sfruttamento”. È l’auspicio di mons. Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao, l’Ifad e il Pam, rivolto alle istituzioni internazionali all’incontro tenuto nella sede Fao di Roma, in occasione della Giornata mondiale della pesca. “Nessuno può sentirsi escluso dal coinvolgimento nella lotta contro un flagello che dovrebbe essere rimosso il più presto possibile”, ha aggiunto. Il riferimento è a organizzazioni pubbliche e private, entità statali e organizzazioni regionali, organizzazioni intergovernative e non governative, società civile. “Tutti dobbiamo sentirci impegnati e chiamati a lasciare la retorica e dare il via a programmi incisivi e decisioni che ridanno dignità a chi l’ha perso nel settore della pesca”. “Il lavoro non può e non dovrebbe diventare una realtà che costringe gli esseri gli umani a vivere prigionieri nelle ‘periferie esistenziali’ da cui è difficile uscire – ha aggiunto -. Il lavoro non può e non deve diventare un’espressione di quella cultura dello ‘scarto’ di cui Papa Francesco parla spesso”. Per questo motivo, “la Santa Sede, ancora una volta, alza la voce in difesa dei pescatori che sono vittime della tratta e del lavoro forzato”. L’Osservatore, inoltre, reputa “necessario” conoscere o studiare “quegli strumenti internazionali che può difendere i lavoratori quando vedono violati i loro diritti più elementari e fondamentale”. “Ciò che è veramente necessario oggi è a un’attenta applicazione e ciò richiede la volontà delle parti coinvolte”. Infine, l’importanza della “responsabilità sociale delle aziende impegnate nel settore della pesca”. “A questo proposito, ci sono stati passi significativi, davvero positivi, ma possono essere ulteriormente avanzati”.

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