Monasteri: suor Laconte (clarisse), “avanti sulla strada della comunione, serve un impegno maggiore di formazione condivisa”

“La novità che ci è affidata da Papa Francesco e dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica riguarda soprattutto la centralità dell’essenzialità della nostra vocazione contemplativa in un impegno maggiore di formazione condivisa”. Lo ha sottolineato suor Ludovica Laconte, della Federazione delle Sorelle Clarisse di Puglia ,che ha portato la sua testimonianza al convegno organizzato dal Segretariato assistenza monache in occasione della Giornata Pro Orantibus. “Già da tempo – ha rilevato – la vita contemplativa va sperimentando e aprendo vie importanti di condivisione grazie a percorsi e strutture comunionali con cui la Chiesa ci esorta a superare i rischi di isolamento che in questa stagione di ridimensionamento e risignificazione possono succedere”. Secondo suor Laconte, “l’esercizio del discernimento ci guida a scelte e cammini più consapevoli e l’apertura alle reciproche diversità si fa ricchezza reciproca”. Tutto questo, ha aggiunto, “nella gioiosa ricerca del Volto di Dio per essere profezia dell’assoluto e presenza di speranza nella Chiesa e nella storia degli uomini”. “La clausura si colloca alla radice e sostiene l’albero della Chiesa e del mondo”, le ha fatto eco suor Anna del Carmelo di Crotone, per la quale “in un mondo dove il silenzio non è più abitato, noi testimoniamo che esso ha un valore, ci permette di rientrare in noi stessi e di cogliere quel marchio di Dio che ogni persona porta in noi”. “Il compito di ogni monastero – ha affermato – è dire alle persone che Dio le ha create per amore e che, anche nelle difficoltà, Lui è padre e amore”. “La vita contemplativa – ha continuato suor Denise, benedettina celestina di Castellana Grotte, nella diocesi di Conversano-Monopoli – dice al mondo di oggi: fermati, ascolta, per imparare a dire grazie, una parola che fa capire che non ti è dovuto nulla, ma che tutto ti è regalato in abbondanza”.

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