Forum della democrazia: donne testimoni dai cinque continenti. “Religioni forze liberanti”. Per le pari opportunità “creatività, innovazione, coraggio”

(Strasburgo) Siamo alle battute conclusive al Forum mondiale per la democrazia. Si è tracciato in plenaria il filo rosso che ha unito gli scambi avvenuti ieri nei tredici laboratori divisi tra il tema della violenza e quello del potere. Mala Htun, docente di scienze politiche all’università di New Mexico: “Sono stati affrontati tutti gli ambiti in cui avviene la violenza: istituzioni pubbliche, media, cyberspace, posto di lavoro, casa, scuola. Sono stati presentati progetti che puntano a danno a persone ordinarie la capacità di essere agenti di cambiamento nelle società”, sgretolando “le gerarchie di potere e gli schemi” che sono alla radice della violenza. “I progetti che abbiamo ascoltato”, dalla Siria all’India, dall’Africa all’America latina, “trasformano le persone in nuove persone” offrendo “imput positivi a compiere scelte diversi e creare nuovi modelli”. “Che lezioni imparare?” ha concluso Htun: “Le norme più durevoli non arrivano da convenzioni, o mandati, ma dalla base, dalla società civile e dalla azione sociale, dai comportamenti quotidiani e individuali. Le politiche non risolvono i problemi, sono le persone a risolverli”. A farle eco Ngo Mang Epesse giornalista camerunense che rispetto al tema del potere ha evidenziato come ingredienti necessari per combattere la lotta per le pari opportunità siano “la creatività, l’innovazione, il coraggio”.
Nonostante i passi avanti che la storia ha portato, “ogni generazione deve compiere la propria lotta. Ogni epoca presenta nuove minacce e richiede nuove soluzioni”. Tra le novità del momento presente: il coinvolgimento degli uomini in questa battaglia e l’attivismo on line, anche se “questo nuovo modo porta con sé una crescente violenza digitale sulle donne”. Tra gli elementi sottolineati da Epesse, la necessità che “si continuino a raccontare storie per evitare l’abuso di genere” e di “sopravvivere”, per chi ha subito violenza o discriminazione “perché è importante anche per gli altri e per le vittime potenziali”. Altro ingrediente nuovo è il cambiamento climatico: “le donne sono le sopravvissute speciali ai disastri climatici e in alcune parti del mondo nuove competenze e la solidarietà”. Da Epesse anche l’appello a “riconciliare la religione con i diritti umani, perché le religioni sono forze liberanti”.

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