Diocesi: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “il monastero di clausura è un luogo che ci educa alla cattolicità”

“Il monastero di clausura è un luogo che ci educa alla ‘cattolicità’, all’universalità. Non è una contraddizione: chi confida nel Signore abbatte ogni confine e costruisce ponti; allarga gli spazi della fraternità; abitua al dialogo e all’incontro”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Gian Carlo Perego, nell’omelia pronunciata durante la messa celebrata nel monastero delle Carmelitane in occasione della Giornata Pro Orantibus. “La memoria della Presentazione dei Maria al tempio, la purificazione e la donazione di Maria – episodio apocrifo del Protovangelo di Giacomo del III secolo – segno di un meraviglioso incontro tra la libertà e la grazia, è diventata il giorno che ci rende familiari le donne che scelgono la clausura come dono di Dio e dell’uomo, luogo di vita e di testimonianza cristiana”, ha ricordato mons. Perego, sottolineando come “nel monastero impariamo la povertà: sperimentiamo come la povertà non è nelle troppe parole, ma nel silenzio; non è nelle troppe cose desiderate e non avute, ma nella condivisione dell’essenziale; non nella straordinarietà dei rapporti, ma nella quotidianità delle relazioni”.
“In sintonia con l’esperienza monastica – ha rilevato l’arcivescovo – è anche il brano del Vangelo di Matteo che abbiamo ascoltato, che a una prima lettura sembra offrirci un atteggiamento duro di Gesù nei confronti di sua madre e dei suoi familiari. In realtà Gesù ci insegna che la maternità e la fraternità e la sororità sono parole che nell’esperienza cristiana hanno un solo significato, che Maria ha imparato da suo Figlio e ci insegna con il suo esempio: fare la volontà di Dio”. “Il monastero – ha concluso – è il luogo in cui tutto – preghiera, silenzio, condivisione, vita comunitaria – aiuta a fare la volontà di Dio”.

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