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Commissione Ue: “inosservanza particolarmente grave” da parte dell’Italia sulle regole del Patto di stabilità. Verso la procedura d’infrazione

Bruxelles, 21 novembre: la riunione odierna del collegio dei commissari

(Bruxelles) Tutto come previsto sulla manovra finanziaria che l’Italia aveva presentato in ottobre a Bruxelles. Oggi la Commissione europea ha presentato – nell’ambito della procedura del Semestre europeo – le priorità economiche e sociali dell’Unione per il 2019, fornendo gli attesi pareri sui documenti programmatici di bilancio e confermando l’esistenza di una “inosservanza particolarmente grave” del patto di stabilità e crescita nel caso dell’Italia. Adottando, infatti, i pareri in cui valuta la conformità al patto di stabilità e crescita dei documenti programmatici di bilancio degli Stati membri della zona euro si legge: “Per quanto concerne l’Italia, dopo aver valutato il documento programmatico di bilancio rivisto presentato il 13 novembre, la Commissione conferma l’esistenza di un’inosservanza particolarmente grave della raccomandazione rivolta all’Italia dal Consiglio il 13 luglio 2018. Il 23 ottobre 2018 la Commissione aveva già adottato un parere in cui riscontrava un’inosservanza particolarmente grave nel documento programmatico di bilancio iniziale presentato dall’Italia il 16 ottobre 2018”. In sostanza l’esecutivo europeo rimanda al mittente la manovra italiana. Nel rapporto sul debito si afferma: “La nostra analisi suggerisce che il criterio del debito deve essere considerato non rispettato. Concludiamo che l’apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sul debito è giustificata”. Si apre così per il governo italiano la via di una procedura per deficit eccessivo. Tra i problemi sollevati dalla Commissione il livello del deficit, i mancati interventi per la riduzione del debito, l’interruzione delle riforme necessarie per rimettere in sesto i conti pubblici. La manovra, è stato detto in conferenza stampa, peggiorerà la situazione: “Continuiamo a credere che questo bilancio crei rischi per i cittadini, le imprese e i contribuenti italiani: stiamo prendendo delle decisioni nel loro interesse”.

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