Terra dei fuochi: mons. Spreafico (Frosinone), “un segnale importante ma è solo un inizio”

(dall’inviata a Milano) – “Un segnale importante. Ma è solo un inizio”. Così mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, accoglie la notizia del protocollo siglato e presentato ieri dal governo sulla Terra dei Fuochi. Mons. Spreafico prende la parola mentre è a Milano, dove in questi giorni è in corso un convegno della Cei dedicato proprio alla custodia del Creato e promosso in collaborazione e con la presenza di rappresentanti di tutte le Chiese cristiane d’Italia. “La Terra dei fuochi – dice il vescovo – è una grande emergenza da anni, ma ricordiamo che in Italia ci sono 56 siti di interesse nazionale da bonificare. Per questo parlo di un inizio per capire il modo in cui vogliamo affrontare queste emergenze”.
“Qui il problema – spiega il vescovo – non è capire solo cosa fare o cosa non fare oggi. Non è solo un problema di ordine pubblico e di controllo che ci deve essere. Non ci si può accontentare di un intervento momentaneo, anche se questo è fondamentale. Bisogna dare dei segnali forti. Bisogna avere una visione per il futuro”.
Mons. Spreafico tocca anche il problema dello sversamento dei rifiuti tossici anche in altri posti del nostro Paese e degli affari che su questo “giro” lucra la criminalità organizzata. Parlando dell’impatto che i rifiuti hanno sulla salute delle persone, il presule afferma: “È una responsabilità grossa. Ne so qualcosa anche io per la Valle del Sacco, sito di interesse nazionale, che ha gravi conseguenze sulla salute delle persone. La situazione della Terra dei fuochi purtroppo si riproduce in diverse parti del nostro Paese. Bisogna avere una grande attenzione alle conseguenze che i rifiuti tossici, i rifiuti interrati, i rifiuti smaltiti non in maniera adeguata hanno sulla salute delle persone. Purtroppo non si ha coscienza”.
Ieri a Milano, nell’ambito del convegno Cei, nella basilica di Sant’Ambrogio, le Chiese ortodosse, protestanti e cattolica hanno chiesto, in una preghiera ecumenica, perdono a Dio per aver ridotto la terra ad ampie discariche e deserto. “Non siamo i dominatori del pianeta”, dichiara mons. Spreafico. “Abbiamo una responsabilità nei confronti del Creato che ci chiede oggi di dare esempi, segnali forti, coscienza critica di quanto sta avvenendo. Ciò che è avvenuto in Veneto nel bellunese con la distruzione di un intero patrimonio di alberi o quello che avviene in tante parti di Italia e nel mondo con le inondazioni è preoccupante. Dobbiamo essere un po’ meno preoccupati di noi stessi e un po’ più del mondo in cui viviamo. Credo che da Milano esca un messaggio dei cristiani per una responsabilità nei confronti del Creato, soprattutto laddove il nostro territorio è più ferito e fragile. Non possiamo lasciarci imprigionare dalla paura e attribuire ad altri, magari agli stranieri, la responsabilità del male che gli interessi, la corruzione, la criminalità organizzata hanno fatto al nostro Paese, anche all’ambiente in cui siamo. I cristiani hanno  il germe della profezia che aiuta a vedere, capire e a non giudicare superficialmente gli eventi e non ci lascia preda alla nostalgia del passato ma ci fa impegnare per il futuro con responsabilità, buone pratiche e alleanze per la salvaguardia del creato”.

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