Custodia del Creato: preghiera ecumenica nella basilica di S. Ambrogio. “Ti chiediamo perdono per aver ridotto la terra in discarica e deserto”

(dall’inviata a Milano) – “Ti chiediamo perdono per il modo in cui abbiamo abusato della terra sprecando le sue risorse, riducendone ampie zone a discarica e deserto”. Le Chiese cristiane in Italia chiedono perdono per tutte le volte che gli uomini hanno abusato del Creato. Lo hanno fatto ieri sera nel corso di una preghiera ecumenica che si è svolta a Milano nella basilica di S. Ambrogio, nell’ambito del convegno Cei sulla custodia del Creato. Una sentita invocazione di perdono intervallata dal canto del Kyrie eleison, intonato dal coro della Chiesa ortodossa russa.

“Signore, ti chiediamo perdono per aver riempito l’aria di scarichi inquinanti”, per “aver trasformato il fuoco, la luce, il calore in un’arma distruttrice”. “Ti chiediamo perdono per lo spreco che facciamo ogni giorno dell’acqua e per tutte le volte che sentendo parlare di fame e di guerre nel mondo abbiamo pensato che non ci riguardassero e abbiamo continuato a mantenere i nostri steccati, mentre il mondo fissava alla nostra porta”. A pregare tra canti copti e cattolici, scambi della pace, letture bibliche e silenzi gli oltre 300 partecipanti al convegno. A dar loro il benvenuto l’archimandrita Teofilatto Vitsos, presidente del Consiglio della Chiese cristiane di Milano.

“Non siamo qui come gente malata di nostalgia”, ha detto l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, “come gente sospesa ad una aspettativa, come se dovessimo aspettare chissà da dove possa sorgere una nuova stagione per l’umanità. Siamo piuttosto riuniti qui per pregare perché vogliamo praticare la nostra responsabilità e, perciò, rispondere al Signore e portare a compimento la missione di costruire un mondo nuovo”.

Le Chiese chiedono di non rimanere “più impassibili davanti alla crisi ecologica”. “Dio ascolta le grida di tutto il Creato, il grido delle acque, dell’aria, della terra e di tutte le cose viventi; le grida di tutti gli sfruttati, emarginati, abusati e oppressi, di tutti quelli che sono spogliati e ridotti al silenzio e la cui umanità è ignorata”.

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