Austria: organizzazioni caritatevoli e sanitarie chiedono un maggior sviluppo per gli hospice

L’hospice e le cure palliative sono ancora poco sviluppati in Austria e vengono finanziati quasi esclusivamente dalle donazioni. L’associazione “Hospiz”, che riunisce Caritas, Diakonie, il servizio “Moki” di assistenza mobile pediatrica, la Croce Rossa e l’associazionismo Vincenziano, ha richiesto un impegno statale maggiore per l’espansione sia del servizio di hospice sia delle cure palliative a livello nazionale in tutta l’Austria: l’ideale sarebbe il raggiungimento del finanziamento esclusivo statale con i fondi sociali e sanitari pubblici. “Noi tutti condividiamo la speranza che tutti coloro che vivono in Austria, a prescindere dall’età, sesso, etnia, reddito e luogo di residenza abbiano diritto alla massima qualità di vita possibile fino alla fine vita e alla morte”, ha detto Waltraud Klasnic, presidente di Hospiz, durante una conferenza stampa di presentazione delle richieste, tenutasi ieri a Vienna. “L’hospice e le cure palliative in Austria devono diventare naturali come le normali cure mediche e infermieristiche in questo Paese”, ha affermato il presidente della Caritas, mons. Michael Landau. Soprattutto i bambini terminali, ma anche gli anziani, al momento in Austria non vengono trattati con la doverosa dignità e sicurezza. Waltraud Klasnic ha aggiunto che “l’hospice e le cure palliative possono esistere solo se ci sono persone preparate a lavorare per i malati gravi e moribondi e le loro famiglie, ogni giorno. Pertanto deve essere assicurata una conoscenza di base di hospice e delle pratiche delle cure palliative in tutta la formazione di base degli operatori sanitari e di supporto assistenziale e sociale, integrato con l’accompagnamento spirituale”.

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