Università: Tumminelli (tutor), “studio è esercizio spirituale. Idolatria e confronto con gli altri le peggiori tentazioni”

Sono diverse le tentazioni che attraversano le giornate di uno studente universitario rischiando di condurlo fuori strada. Per contrastarle occorre coltivare alcune virtù che insegnino a vivere lo studio come occasione di crescita e di grazia. Lo spiega in un’intervista al Sir Angelo Tumminelli, giovane insegnante di filosofia in un liceo di Roma, autore del volumetto “Lo studio. Un esercizio spirituale” (Edb), nel quale mette a frutto la propria esperienza di tutor degli studenti ospiti della residenza universitaria Villa Nazareth. “L’esperienza dello studio – spiega – può configurarsi come un vero e proprio esercizio spirituale caratterizzato da una contrapposizione dinamica di tentazioni e virtù”. La tentazione più grave è l’idolatria, “una brutta bestia che molti universitari incontrano sulla loro strada” e assolutizza lo studio da “strumento per la realizzazione di sé e l’incontro con Cristo” a “unico scopo dell’esistenza e fine ultimo della persona”. Per contrastarla serve “la disponibilità ad accogliere il mondo nella sua bellezza” perché lo studio “non è un’opera di comprensione della realtà ma piuttosto un lasciarsi comprendere da essa”, in ascolto di ciò che “vuole suggerirgli”. Ulteriore tentazione “il confronto con gli altri”, se anziché un “fratello con il quale condividere un cammino di ricerca”, il collega viene percepito “come competitor, nemico da abbattere”, oppure, al contrario, se il confronto provoca “scoraggiamento e disistima di sé”. Per Tumminelli occorre aiutare lo studente ad “accettare i propri tempi, consapevole delle proprie potenzialità e limiti” e ciò “richiede un faticoso ma necessario discernimento del cuore, oltre a virtù quali pazienza e perseveranza”.

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