Frati minori: “individualismo e clericalismo minaccia per la comunione, superarli con la formazione”

“I frati considerano l’individualismo una minaccia per la comunione e ritengono che la questione debba essere continuamente affrontata”. È quanto si legge nel documento del Consiglio plenario (Cpo), riunito nel mese di giugno a Nairobi (Kenya), pubblicato ieri. “L’individualismo chiude il fratello in sé stesso, così da indurlo ad interrompere il suo fare riferimento alla fraternità, specialmente nell’esercizio delle sue attività pastorali – continua il testo -. Il fratello agisce a nome suo, non tiene conto dei progetti fraterni e non condivide con la fraternità il cammino dell’attività e i frutti che ne derivano”. Un atteggiamento “sempre più frequente in tanti fratelli” che “contraddice la nostra identità carismatica e la nostra chiamata all’evangelizzazione in fraternità, che è “la prima e più luminosa testimonianza del Vangelo, e segno profetico della nuova famiglia umana”. Altro pericolo indicato è “il clericalismo”, considerato “una mondanizzazione dell’esercizio del ministero ordinato” che “appare quando la Chiesa non è considerata un ‘mistero’ della grazia, bensì in termini sociologici o politici, e non è più il ‘servizio’ ma il ‘potere’ che modella l’attività ministeriale”. “In questo modo il clericalismo ‘va spegnendo poco a poco il fuoco profetico di cui l’intera Chiesa è chiamata a rendere testimonianza nel cuore dei suoi popoli’”, si legge nel testo che cita la lettera di Papa Francesco al card. Marc Ouellet. “Alcune Entità cercano di superare la mentalità clericale anche attraverso la formazione e gli incontri dei frati laici”.

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