Conferenza animatori RnS: Ridolfi (testimone), “dopo morte figlio, Signore mi ha ridato una nuova speranza e la visione di un futuro”

(Pesaro) Come per la Convocazione svoltasi ad aprile, anche nel corso della Conferenza nazionale animatori dei gruppi e delle comunità del Rinnovamento nello Spirito Santo non mancano le testimonianze di vita e le storie capaci di “comunicare” quella santità su cui verte il tema dell’appuntamento promosso dal movimento e in corso fino al 4 novembre a Pesaro. Sul titolo “Chiamati a un servizio santo. Vita comunitaria, discepolato carismatico e servizio all’uomo”, ieri, durante la giornata di apertura è stata Angela Ridolfi a testimoniare la propria esperienza, fatta di sofferenza ma anche di rinascita in Cristo. “Mi sono sposata molto giovane e innamorata – ha ricordato davanti ai circa 4mila partecipanti alla Conferenza – e dopo circa due anni è nato Francesco. Purtroppo ben presto ho scoperto la violenza da parte di mio marito che per ben due volte mi ha mandato in coma”. Da qui l’inevitabile decisione di fuggire da quella “situazione molto pericolosa”, rimanendo senza casa né lavoro. Poi, negli anni, la ripresa: Angela e Francesco riescono a sistemarsi e a voltare pagina. Nel 2007, però, il dramma, come raccontato dalla stessa Ridolfi. “Una mattina di luglio un grande rumore mi ha svegliata. Sono corsa in camera di Francesco e l’ho trovato a terra agonizzante: ho cercato di fare qualcosa, ma l’infarto non mi ha dato il tempo neanche di girarlo, l’ultimo respiro lo ha fatto tra le mie braccia. Non occorre che vi descriva cosa ho provato. Da quel momento – ha aggiunto la donna – tutta la mia vita non ha avuto più senso. Mi chiedevo perché proprio a lui e non a me. Nei tre mesi successivi ho tentato diverse volte il suicidio…”. Dal tunnel alla luce, il cammino si è compiuto grazie agli incontri del Rinnovamento nello Spirito attraverso cui Angela ha trovato la forza di ricominciare. Prima con il seminario di vita nuova, poi con la preghiera di effusione la sua esistenza è cambiata ed è fatta di “colori e profumi diversi”. “La mia vita è cambiata – ha raccontato -, il Signore non mi ha tolto il dolore per la perdita di Francesco, ma mi ha consolato, mi ha ridato una nuova speranza e la visione di un futuro. Ora sono una persona rinnovata, ho trovato nella Comunità tanti figli, figlie, nipoti. Ed è proprio nel servizio per i fratelli che mi sento a casa mia”.

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