Conferenza animatori RnS: padre Spadaro (La Civiltà Cattolica), “senza Spirito Santo, i nostri servizi tendono a diventare burocratici o funzionalisti”

(Pesaro) “Nella mia città, Messina, c’era una consulta di pastorale giovanile che organizzava incontri mensili di tutti i gruppi, i movimenti e le associazioni ecclesiali. Quindi, ho conosciuto il Rinnovamento come soffio dello Spirito per tutta la Chiesa e in tutta la Chiesa”. Ha esordito con un ricordo personale padre Antonio Spadaro, direttore de “La Civiltà Cattolica”, intervenuto oggi alla 42ª Conferenza nazionale animatori del Rinnovamento nello Spirito Santo, in corso a Pesaro. Parlando del Sinodo, padre Spadaro ha detto che esso “ha indicato una strada per la riforma della Chiesa, ha parlato di una Chiesa sinodale e di una forte responsabilità di tutto il popolo di Dio nella vita ecclesiale”. Il gesuita si è concentrato, quindi, sul trinomio “vita comunitaria”, “discepolato carismatico”, e “servizio dell’uomo” che fa da traccia all’appuntamento pesarese e che riassume il cammino degli ultimi anni del movimento carismatico. Prima di sviluppare uno ad uno il tema, però, il relatore, facendo cenno alle parole di Papa Francesco, ha ricordato che “è bene riconoscere lo Spirito Santo e invocarlo: Egli porterà la sua forza di cambiamento, una forza unica che è, per così dire, al tempo stesso centripeta, cioè spinge verso il centro, perché agisce nell’intimo del cuore e porta unità nella frammentarietà, pace nelle afflizioni, fortezza nelle tentazioni, ma nello stesso tempo centrifuga, ossia spinge cioè verso l’esterno, verso ogni periferia umana”. Senza lo Spirito Santo, ha aggiunto inoltre il gesuita, “le nostre comunità tendono a perdere la sana tensione tra istituzione e carisma” e “i nostri servizi tendono a diventare burocratici o funzionalisti. A volta arriviamo al punto di trasformare i servitori – si tratti di cardinali, vescovi e sacerdoti o di animatori e responsabili – in protagonisti del banchetto, con i nostri riti, vestiti ed esigenze burocratiche, anziché essere semplici servi nel banchetto di nozze tra il Signore e l’umanità”. Senza lo Spirito infine, ha proseguito padre Spadaro, “il discepolato perde il suo carisma più proprio, che è il discernimento, e acquista le forme rigide dei discepoli meramente intellettuali e quelle dei discepoli volontaristi; le forme ‘liquide’ o ‘gassose’ dei discepoli sentimentalisti, di tutte le spiritualità light che si compiacciono di guardarsi l’ombelico individualmente o in gruppo e non incidono nella storia dei poveri e degli esclusi di oggi”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo