Papa Francesco: a Foro mondiale migrazioni, trovare “modelli di soluzione concreti e realizzabili”

foto SIR/Marco Calvarese

Il programma d’azione dell’ottava edizione del Foro sociale mondiale delle migrazioni, che inizia oggi a Città del Messico e prosegue fino a domenica, “ricorda il mandato del profeta Geremia, inviato da Dio ‘per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare’ (Ger 1,10)”. Lo scrive il Papa nel messaggio inviato al Foro per la sessione inaugurale dei lavori, alla quale prendono parte il cardinale Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Messico, e mons. Franco Coppola, nunzio apostolico in Messico. Presente all’incontro anche padre Michael Czerny, sotto-segretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. “Come al tempo del profeta – scrive il Papa – ci sono iniquità da sradicare – ingiustizie da demolire, discriminazioni da distruggere, privilegi da abbattere, dignità da ricostruire e valori da piantare”. Prosegue Francesco: “La trasformazione positiva delle nostre società inizia dal rifiuto di tutte le ingiustizie, che oggi trovano giustificazione nella ‘cultura dello scarto’ – un’infermità ‘pandemica’ del mondo contemporaneo. Opporsi a questo costituisce una prima attuazione della giustizia, soprattutto quando essa riesce a dare voce ai ‘senza voce’. E tra questi ultimi ci sono i migranti, i rifugiati e gli sfollati forzati (desplazados), che sono ignorati, sfruttati, violati e abusati nel silenzio colpevole di molte persone”.

Tuttavia l’azione che vuole cambiare le cose “non si limita a denunciare le ingiustizie. E’ necessario individuare modelli di soluzione concreti e realizzabili, chiarendo ruoli e responsabilità di tutti gli attori”. “Migrare”, “resistere”, “trasformare” e “costruire” sono i tre verbi che il Papa affida al Forum: “Nell’ambito migratorio (migrare), il cambiamento (trasformare) si alimenta attraverso la resilienza (resistere) dei migranti, dei rifugiati e dei desplazados, e approfitta delle loro capacità e aspirazioni per la costruzione (costruire)” di società inclusive, giuste e solidali.

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