2 novembre: mons. Marcianò (ord. militare), “guerra deturpa la Bellezza di cui l’uomo è erede”

“La guerra deturpa la Bellezza di cui l’uomo è erede e artigiano e che lo fa assomigliare al Creatore. Vìola brutalmente la bellezza della creatura umana, perché la uccide, la violenta, la sciupa, la fa oggetto di paura e terrore; vìola la bellezza del giardino del mondo, non più riflesso stupendo di Colui che lo ha creato”. Lo ha detto l’ordinario militare per l’Italia, mons. Santo Marcianò, durante la messa celebrata oggi al Sacrario del Verano, a Roma, a suffragio dei caduti nelle guerre. “La guerra è brutta, non è primavera; così come non è primavera ogni forma di violenza, scarto, sopraffazione, discriminazione… Mentre, in questi giorni, ricordiamo anche la triste promulgazione delle Leggi razziali, non possiamo non pensare a quanto accaduto pochi giorni fa in una sinagoga di Pittsburgh, a quanto continuamente accade nelle nostre città, invase dal terrore e dalla criminalità organizzata, e nei nostri mari, soprattutto nel Mediterraneo, diventato, come Papa Francesco ha più volte ribadito, autentico cimitero”. Dalle guerre si leva “un gemito infinito”, quello delle folle “di sofferenti che hanno un nome e un volto: l’affamato, l’assetato, lo straniero, il povero, l’ammalato, il carcerato… volti innumerevoli, dinanzi ai quali ci sembra di rimanere impotenti, ma che poi diventano quel ‘uno solo’, nei cui confronti è sempre possibile la solidarietà, la fratellanza, la carità che dona vita al mondo. Sempre! Anche nella guerra! Lo testimoniano i nostri caduti”. “Carissimi, nel tempo dell’indifferenza globalizzata, dei rigurgiti di intolleranza e discriminazione, delle tante guerre che ancora costellano il pianeta, oggi, da queste tombe si leva il grido della pietà, con cui i nostri caduti hanno risposto al gemito dell’umanità. La loro memoria – ha concluso l’ordinario militare – lancia un messaggio ai nostri cuori, alle Forze Armate, al mondo delle Istituzioni: non ci sarà primavera civile, sociale o politica, non ci sarà mondo nuovo di benessere economico, non ci sarà pace e neppure autentica difesa, fintantoché la giustizia e la carità non raggiungerà ‘uno solo’, volto di Gesù e autentica misura del bene comune”.

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