Puglia: a Bari la I Conferenza regionale sulla famiglia. Don Preite (Cnos-Fap), “urgente mettere al centro la formazione professionale dei giovani”

La I Conferenza regionale sulla famiglia, che si terrà a Bari il 22 e il 23 novembre, è “un’ottima opportunità per porre al centro dell’attenzione la famiglia. Promuovere politiche di natalità e di sostegno alla genitorialità sono le leve per poter costruire una società più giusta e per dare un futuro alla nostra regione, al nostro Paese e alla nostra Europa. È in famiglia che i figli imparano l’arte di vivere, la bellezza e la fatica dello stare insieme, la gioia del gioco, la voglia di libertà. Mi aspetto che ci siano delle attenzioni concrete di sostegno reale specialmente nell’ambito dell’istruzione e formazione professionale”. Parola di don Francesco Preite, parroco del Redentore di Bari e direttore generale Cnos-Fap (Centro nazionale opere salesiane – Formazione e aggiornamento professionale) Puglia.
“Sostenere la genitorialità – prosegue don Francesco – significa anche poter garantire un livello ottimale di istruzione e formazione professionale ai figli. Credo che sia arrivato il momento di adattare il nostro sistema scolastico regionale ai tempi di oggi e quindi dare spazio all’‘intelligenza nelle mani’. I ragazzi apprendono più facilmente quando operano praticamente, e questo è ancora di più vero con i giovani neet. Insomma, accanto al sistema scolastico tradizionale bisogna potenziare l’offerta formativa professionale”. “Il Sud e la Puglia investono molto poco nelle politiche di formazione professionale – conclude don Francesco -, che invece potrebbero essere un ottimo volano per contrastare la dispersione scolastica, creare occupazione, promuovere la cultura del lavoro, far crescere l’economia regionale. Bisogna che la politica investa maggiormente per i giovani e i minori in obbligo formativo, che sono i nuovi poveri della nostra società. Mi auguro che il piano regionale per la famiglia recepisca l’urgenza di mettere al centro la formazione professionale come spazio di ascolto concreto al grido di maggiore dignità e lavoro che i giovani chiedono”.

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