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Parità di genere: Jagland (CdE), “le donne devono entrare anche nel settore privato”

“Il 50% della popolazione è composto da donne e quindi devono entrare in tutti gli ambiti della rappresentanza politica, ma anche nel settore privato. Vengo da un Paese che lo ha fatto, la Norvegia, e questo ha cambiato la politica”. È il segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland, a rivolgere il saluto ai partecipanti al settimo Forum mondiale per la democrazia oggi e domani a Strasburgo sul tema “Uomo donna: la stessa lotta?”. “Ora occorre cambiare la cultura”, ha esortato Jagland. Nel giro di saluti da parte delle autorità politiche regionali e locali (Jean-Luc Bohl, vicepresidente della regione grand-Est, Roland Ries, sindaco di Strasburgo, Catherine Graef-Eckert, consigliera dipartimentale del Basso Reno) la consonanza: le “quota rosa” in politica sono solo uno strumento, utile per andare oltre “verso una uguaglianza rigorosa a tutti i livelli”. Perché avvenga la trasformazione culturale bisogna passare “dall’uguaglianza dei diritti all’uguaglianza nella realtà”. Nell’emiciclo si è parlato di sogni rispetto alla parità di genere, ed è risuonata una frase e un auspicio di Simon Weil: “Che la mia differenza sia presa in conto e io non sia costretta ad adeguarmi a modelli maschili”. E un appello: perché ci sia più parità di genere occorre “uscire dalla dittatura dell’immagine e dell’apparenza e lavorare sulle questioni in un modo più profondo”.

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