Papa Francesco: a partecipanti pellegrinaggio Albania, “il clima di rispetto e fiducia reciproca tra cattolici, ortodossi e musulmani è un bene prezioso per il Paese” e per la pace

“Auspico vivamente che questa ricorrenza non si limiti alla celebrazione della gloria delle gesta passate, ma sia per l’Albania anche l’occasione propizia per un rinnovato impegno di tutti, istituzioni e cittadini, a favore di un autentico ed equilibrato sviluppo, in modo che le giovani generazioni non siano poste nella condizione di scegliere l’emigrazione, indebolendo il Paese di forze e di competenze indispensabili alla sua crescita umana e civile”. È l’augurio del Papa per l'”Anno Nazionale di Skanderberg”, in occasione del quale ha ricevuto in udienza questo pomeriggio, nella Sala Clementina, i circa 200 membri del pellegrinaggio dall’Albania. “La corale azione di tutti in vista di questo obiettivo si rivelerà il miglior modo di incarnare nel tempo presente l’amor di Patria, che animò a suo tempo Giorgio Castriota Skanderberg”, ha affermato Francesco: “Egli, interpretando al meglio il carattere e le tradizioni del vostro popolo, ne ha validamente espresso l’albanesità, termine utilizzato dallo scrittore del XIX secolo Pashko Vasa per indicare l’identità spirituale che univa tutti gli albanesi al di là delle distinzioni di carattere religioso. Questo convincimento diede impulso in Albania alla pacifica convivenza tra persone appartenenti a religioni diverse, divenuta col tempo collaborazione e fraternità”. “Il clima di rispetto e fiducia reciproca tra cattolici, ortodossi e musulmani è un bene prezioso per il Paese e acquista un rilievo speciale in questo nostro tempo”, ha ribadito il Papa citando le parole utilizzate durante la sua visita in Albania: “Esso mostra che la pacifica convivenza tra cittadini appartenenti a religioni diverse è una strada concretamente percorribile che produce armonia e libera le migliori forze e la creatività di un intero popolo, trasformando la semplice convivenza in vera collaborazione e fratellanza. La buona disposizione a considerare le differenze come occasione di dialogo e di reciproca stima e conoscenza, favorisce inoltre lo sviluppo di cammini spirituali autentici e diventa un valido esempio a cui guardare con vero interesse per costruire una pace duratura, fondata sul rispetto della dignità della persona umana”. Poi la benedizione finale al popolo albanese, “nella memoria grata dei Santi martiri che hanno testimoniato la loro fede al prezzo della vita, come pure di Santa Teresa di Calcutta”.

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