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Bulgaria: progetto legge per i culti. Don Valov (rappresentante Chiesa cattolica), “i tempi per presentare modifiche sono troppo brevi”

“Mens legis” del progetto legge per i culti è di “mettere una serie di restrizioni per le confessioni, una delle quali concerne il servizio dei sacerdoti stranieri”. Lo afferma al Sir don Petko Valov, rappresentante della Chiesa cattolica nel gruppo di lavoro presso il Parlamento, commentando i cambiamenti previsti dalla normativa sui culti. “Persone di nazionalità straniera non potranno assumere ruoli di vertice nelle confessioni, e quando ci sono sacerdoti stranieri in soggiorno in Bulgaria bisognerà avvertire la Direzione sui culti”, aggiunge il rappresentante cattolico. “Ugualmente è obbligatorio dichiarare le donazioni ricevute dall’estero presso la Direzione sui culti”. Secondo don Valov, “questo rapporto di sfiducia nei confronti degli stranieri è contrario allo spirito della Sacra Scrittura che conosciamo dalle lettere di San Paolo”. Il progetto di legge è stato adottato in prima votazione l’11 ottobre, e dopo due incontri dei rappresentanti delle confessioni con i parlamentari, il 16 novembre sono state depositate altre modifiche nel testo. Durante la settimana scorsa si è svolto anche un altro appuntamento sul tema con il presidente del gruppo parlamentare Gerb-partito della maggioranza, Tsvetan Tsvetanov, che ha incontrato alcuni sacerdoti e religiosi cattolici e stranieri nella città di Rakovski. “Il desiderio di dialogo da parte delle autorità va apprezzato”, ammette Valov che però ritiene che “i tempi a disposizione per presentare commenti riguardo le modifiche siano troppo brevi”.

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