Papa Francesco: messa Giornata mondiale dei poveri, “vivere la fede a contatto coi bisognosi non è un’opzione sociologica, non è la moda di un pontificato”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Vivere la fede a contatto coi bisognosi è importante per tutti noi. Non è un’opzione sociologica, non è la moda di un pontificato”. A puntualizzarlo è stato il Papa, che nell’omelia della Messa per la Giornata mondiale dei poveri si è soffermato sulla povertà come paradigma del cristiano. “È riconoscersi mendicanti di salvezza, fratelli e sorelle di tutti, ma specialmente dei poveri, prediletti dal Signore”, ha spiegato: “Così attingiamo lo spirito del Vangelo: ‘Lo spirito di povertà e d’amore – dice il Concilio – è infatti la gloria e il segno della Chiesa di Cristo’”. Gesù, nel mezzo della tempesta, “tende la mano”, ha sottolineato Francesco: “Afferra Pietro che, impaurito, dubitava e, affondando, gridava: ‘Signore, salvami!’”. “Possiamo metterci nei panni di Pietro”, l’invito: “Siamo gente di poca fede e siamo qui a mendicare la salvezza. Siamo poveri di vita vera e ci serve la mano tesa del Signore, che ci tiri fuori dal male. Questo è l’inizio della fede: svuotarsi dell’orgogliosa convinzione di crederci a posto, capaci, autonomi, e riconoscerci bisognosi di salvezza. La fede cresce in questo clima, un clima a cui ci si adatta stando insieme a quanti non si pongono sul piedistallo, ma hanno bisogno e chiedono aiuto”.

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