Welfare: mons. Nosiglia (Torino), “il lavoro è il primo punto”. Proposte dalla Agorà 2018

“Oggi la penuria di lavoro è l’elemento centrale della nostra epoca. Viviamo in una società dove le prospettive di crescita sono per tutti più lontane. La carenza di lavoro è quindi il primo punto da affrontare quando si parla di welfare. La povertà ci spinge a valorizzare tutte le nostre risorse”. Sono alcuni dei punti di riflessione toccati dall’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, all’apertura dell’incontro su “Agorà del sociale 2018. Risultati del lavoro annuale”, che questa mattina si è svolto a Torino. “La situazione è tale da richiederci con urgenza forme di cambiamento. Anche nei confronti delle strutture pubbliche e private, così come nei confronti delle persone che lavorano nel welfare”, ha detto Pierluigi Dovis, direttore della Caritas diocesana. Dovis ha indicato poi l’abitazione e il lavoro come le due questioni “ancora aperte”, sottolineando che per molti anni politiche del lavoro e del welfare sono state parallele, mentre oggi occorre una fusione degli interventi. Da ciò sono emerse alcune proposte: prima di tutto “mettere a fattor comune le esperienze e trovare luoghi di confronto”. La Regione Piemonte, è stato quindi chiesto, deve riconoscere la situazione “fattuale” di quanto costruito dalla Chiesa per arrivare alla creazione di luoghi di lavoro stabile in cui possano collaborare tutti gli attori del territorio per la “inclusione sociale e la riduzione delle diseguaglianze”. Con alcuni “snodi” legati alla salute, alle relazioni sociali, alla formazione, alla promozione del lavoro giovanile, al welfare aziendale.

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