Salute: Ercolani (produttrice Tv), “la malattia è un tabù sui media, il coraggio dei piccoli pazienti dà uno sguardo di speranza”

“I ragazzi del Bambino Gesù” è una serie documentario trasmessa durante la passata stagione televisiva su Rai 3, di cui quest’anno sta andando in onda la seconda stagione, “Dottori in corsia”. Al centro dei documentari ci sono le storie vere di pazienti, famiglie, sanitari dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, raccontate dai protagonisti stessi. L’opera è una produzione “Stand by me”, società multimediale indipendente il cui direttore creativo, Simona Ercolani, ha portato la sua testimonianza alla tavola rotonda “Lo sguardo e la cura”. “In un mondo che ci propone sempre modelli sopra le righe, perfetti o agli eccessi, volgere lo sguardo alla vita di ogni giorno e alle persone che si incontrano ci consente di avere uno sguardo nuovo sulle cose”, ha detto. “La malattia è un tabù sui media. Al Bambino Gesù volevamo raccontare l’adolescenza e invece abbiamo scoperto che c’è molto di più. Dalle storie di dolore che raccontiamo si coglie un messaggio di speranza, che parte dallo sguardo, dal coraggio dei malati, dei medici, del personale sanitario e amministrativo”, ha aggiunto Ercolani. La testimonianza della produttrice si è soffermata sull’amore di una mamma che vede bellissima la figlia neonata con una malformazione sul volto: “Noi abbiamo voluto raccontare la bellezza delle persone e delle loro esperienze, dal loro mondo da cui abbiamo molto da imparare, rifiutando sempre la cultura dello scarto. Il senso di cura va alimentato ed educato”.

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