Salute: card. Turkson, “la resistenza agli antibiotici mette a rischio la medicina moderna”. “Agire con urgenza”

(Foto: Siciliani/Gennari-Sir)

“La resistenza agli antibiotici (Amr) rappresenta oggi una grande sfida per la salute pubblica mondiale poiché minaccia la prevenzione e il trattamento efficaci di un numero crescente di infezioni causate da batteri, parassiti, virus e funghi”. A lanciare l’allarme è il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, in un messaggio inviato in occasione della Settimana mondiale per l’uso consapevole degli antibiotici, che ha luogo dal 12 al 18 novembre 2018, sul tema: “Limitare l’insorgenza e la diffusione della resistenza agli antibiotici – Un’esortazione ad agire”. “Se non affrontata, la continua insorgenza e diffusione di malattie resistenti ai farmaci mette a rischio la medicina moderna, e rappresenta una sfida per la salute e lo sviluppo delle nazioni – spiega il cardinale – mentre rende più difficile salvaguardare la salute e il benessere delle persone più esposte a infezioni mortali, specialmente le partorienti, i neonati, i pazienti con determinate malattie croniche e quanti si sottopongono a chemioterapia o a interventi chirurgici e minaccia, in particolare, centinaia di milioni di persone che non hanno accesso all’assistenza sanitaria e sono più suscettibili a malattie collegate alla resistenza antimicrobica”. Di qui l’appello alla comunità internazionale “ad agire con urgenza al fine di limitare l’insorgenza e la diffusione della resistenza agli antibiotici”. “Il tempo a nostra disposizione sta per scadere – le parole di Turkson – e noi dobbiamo agire per promuovere e intraprendere le indispensabili modifiche di comportamento, per aumentare il livello di consapevolezza e l’efficacia degli interventi preventivi, per intensificare il controllo delle infezioni e per impiegare correttamente gli antibiotici”. Al riguardo, “le decine di migliaia di centri sanitari e istituzioni di formazione medica e assistenza sanitaria gestiti dalla Chiesa, come pure quelli che fanno riferimento ad altre organizzazioni religiose, sono nella posizione ideale per favorire un sostegno costante, e per intraprendere azioni individuali e di gruppo finalizzate a promuovere attività sociali e mediche utili per contrastare l’insorgenza e la diffusione dell’Amr. Le comunità religiose, sia a livello istituzionale che locale, sono nella giusta posizione per promuovere iniziative efficaci e sostenibili per affrontare il problema”. A queste ultime, il prefetto chiede in particolare di “aumentare la consapevolezza e l’educazione sui metodi di prevenzione e controllo delle infezioni; sensibilizzare rispetto all’impatto individuale e comunitario derivante dall’uso improprio degli antibiotici e dalla loro auto-somministrazione; instaurare un clima di consapevolezza all’interno della comunità al fine di aumentare il livello di attenzione, di migliorare la prevenzione e il controllo delle infezioni e, in particolare, di incrementare la fiducia nei vaccini; far sì che siano affidabili e sostenibili sia l’accesso all’acqua e alle risorse igienico-sanitarie, sia il loro impiego”.

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