Poveri: mons. Zuppi (Bologna), “bisogna toccarli e guardarli negli occhi”

“Il Vangelo ci illumina e ci fa vedere i poveri. Chi ama il prossimo deve vivere armonicamente la dimensione spirituale con quella materiale cioè umana, fatta di azioni e gesti concreti. La carità se è fatta con amore è una delle cose più umane che ci siano. Per dedicarci con spirito di servizio agli altri abbiamo bisogno di farlo insieme perché da soli non si arriva da nessuna parte”. Lo ha affermato mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna intervenuto al convegno organizzato, nei giorni scorsi, dalla Caritas dell’arcidiocesi di Palermo sul tema: “La Compagnia del Vangelo per una Chiesa povera per i poveri”, che si è svolto presso l’Istituto Don Orione, alla presenza dell’arcivescovo Lorefice, del direttore della Caritas diocesana p. Pino Noto e di centinaia di operatori Caritas. “Senza i poveri – ha aggiunto mons. Zuppi– le Caritas diventano come centri benessere. Non basta però fare l’elemosina, bisogna ascoltare i poveri che non sono utenti di un servizio, ma persone che hanno bisogno di essere toccate e guardate negli occhi, chiamandoli per nome e instaurando quella relazione da cui possiamo soltanto arricchirci”. Quindi, il presule ha analizzato la situazione della società in cui si è sempre più soli. “Secondo l’Istat almeno il 13 per cento degli italiani vive solo e non ha a chi chiedere aiuto”. Di qui l’invito ai presenti a fare ogni tanto una “lectio pauperum”, cioè “ascoltate i poveri che aiutano a crescere”. L’incontro di formazione si colloca all’interno del programma formativo dei volontari della Caritas che sarà svolto nel corso dell’anno pastorale 2018/2019.

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