Messico: vescovi, “nei migranti il volto sofferente di Cristo”. Unità e “collaborazione” per il bene comune

“Abbiamo scoperto il volto sofferente di Cristo in migliaia di fratelli migranti dell’America centrale sfollati in circostanze diverse e diretti verso gli Stati Uniti d’America. Riconosciamo l’azione responsabile di alcune autorità statali e municipali, che hanno affrontato efficacemente questa emergenza, anche se riconosciamo che molti altri hanno lasciato da parte la responsabilità stabilita nella Legge nazionale sulle migrazioni. Come società e Chiesa, abbiamo cercato di accogliere con fraternità i migranti mentre attraversano la nostra terra, rispondendo alla chiamata di Papa Francesco di accoglierli, proteggerli, promuoverli e integrarli”. Lo scrivono i vescovi della Conferenza episcopale messicana (Cem), nel messaggio al popolo di Dio diffuso ieri, al termine dell’assemblea plenaria. Il messaggio tocca vari aspetti della vita ecclesiale e sociale messicana, dal Progetto globale di pastorale 2031-2033, alle recenti elezioni presidenziali. “Condividiamo con il nostro popolo – si legge – l’aspettativa di vedere mantenuti i progetti di bene comune e giustizia presentati in campagna elettorale e faremo attenzione a collaborare per la concretizzazione di tali progetti. Rivolgiamo un appello all’unità e alla serenità” a tutta la popolazione, “con la volontà di trovare insieme le forme migliori di giustizia sociale e sviluppo umano integrale, affinché si contribuisca a superare le cause che danno origine a scenari di miseria e violenza nel territorio nazionale”.

Il messaggio auspica la “costruzione di una nuova società”, nella quale siano presenti libertà, verità, giustizia e pace. Ribadisce la promozione della vita, dal concepimento fino alla morte naturale, e della famiglia. Ancora, i vescovi ricordano la solidarietà che si è manifestata verso le popolazioni colpite da fenomeni e calamità naturali, negli stati di Sinaloa, Sonora, Morelia e Nayarit. E, infine, non nascondono la propria preoccupazione per l’insicurezza, la disoccupazione e la povertà presenti nel Paese, così come per le cause all’origine di questi mali. Perciò, la Cem ribadisce “l’impegno e la collaborazione per la costruzione del bene comune e l’attenzione speciale verso i più bisognosi”.

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