Giornata mondiale poveri: Caritas Emilia-Romagna, “aiuti ad oltre 64.300 persone, un terzo delle quali minori”

Sono oltre 64.300 le persone aiutate dalle Caritas diocesane e parrocchiali presenti su tutto il territorio regionale dell’Emilia-Romagna. Di queste circa 20.000 sono minorenni. È quanto emerge dal nuovo rapporto sulle povertà “Coraggio, alzati!”, frutto dei dati raccolti dai Centri di ascolto diocesani del territorio emiliano-romagnolo, pubblicati in occasione della seconda Giornata mondiale dei poveri.
I dati confermano la situazione fotografata recentemente dall’Istat: in Emilia-Romagna il rischio di povertà ed esclusione sociale nel 2016 si attesta al 16,1% (dal 13,3% del 2007) e la povertà assoluta raggiunge il 3,3%, pari a circa 65.000 individui. A confronto con le altre Regioni, l’Emilia-Romagna è tra le meno povere in Italia. “L’ideale sarebbe comunque che nessuno si trovasse mai in situazione di povertà”, affermano da Caritas Emilia-Romagna. “La povertà di oggi è caratterizzata da una fragilità di relazioni, rapporti affettivi, familiari, amicali che vanno in frantumi e che lasciano la persona sola – afferma la Caritas regionale –. Questa è la preoccupazione più allarmante e per questo gli operatori agiscono cercando di lavorare prima di tutto sulla fiducia, sull’empatia, sul ricostruire un dialogo fatto di possibilità e di speranza”.
Dal report emerge che resta stabile al 31% la percentuale di italiani che hanno bussato alle porte della Caritas emiliano-romagnola, ma si registra un aumento di uomini che hanno un’età compresa tra i 50 e i 60 anni che faticano a trovare un’occupazione e sono ancora lontani dalla pensione; spesso vivono in solitudine perché hanno visto fallire i propri rapporti coniugali o perché sono deceduti i genitori e spesso si trovano a vivere in strada (l’Emilia-Romagna è tra le Regioni con gli affitti più alti di Italia).
Un altro dato allarmante è l’aumento di richiedenti asilo: sono il 30,2% di tutti gli immigrati incontrati dalle Caritas diocesane nel 2017. Molti hanno già il permesso di soggiorno e sanno anche parlare e capire discretamente l’italiano perché coinvolti nei progetti di accoglienza, altri invece sono sprovvisti dei documenti e non sono mai riusciti ad essere inseriti in determinati progetti, perché arrivati autonomamente. Diverse Caritas si sono attivate con progetti specifici, coinvolgendo parrocchie, zone pastorali e privati cittadini. “Ora, se le nuove manovre di Governo impoveriranno i percorsi integrativi – affermano con preoccupazione da Caritas Emilia-Romagna –, il rischio è che sempre più migranti finiscano in strada e vengano intercettati dalla malavita, sfruttati da persone che cercano manodopera a basso costo o che li usino per racket e prostituzione”.

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