Giornata mondiale poveri: Aversa, la testimonianza di don Maurizio Patriciello concluderà la “tre giorni” in diocesi

Sarà la testimonianza di don Maurizio Patriciello a concludere nella serata di domani, sabato 17 novembre, la “tre giorni” di iniziative organizzata dalla Chiesa di Aversa in occasione della seconda Giornata mondiale dei poveri. Dopo l’incontro, ieri sera, con il card. Francesco Montenegro, presidente di Caritas italiana, che è stato ospite del Centro Caritas “Casa dei figli” di Sant’Agostino (Aversa), questa mattina il card. Crescenzio Sepe ha fatto visita alla Casa di reclusione “F. Saporito”, mentre questo pomeriggio è stato dato spazio al convegno Eupolis sul tema “Reddito di inclusione o reddito di cittadinanza?”.
La serata di domani sarà dedicata all’incontro delle culture e alla riflessione sul tema “Melting-pot: Da Jerry Masslo a Celestine…”. L’evento, che si terrà a partire dalle 18 alla “Casa dei Figli”, vedrà la presenza del vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo, e il prezioso contributo di don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa San Paolo Apostolo del Parco Verde in Caivano. È prevista anche la partecipazione di associazioni culturali, associazioni di immigrati presenti sul territorio, giovani di seconda generazione e rappresentanti di alcuni partiti politici. “Siamo felici della presenza di padre Patriciello – commenta don Carmine Schiavone, direttore della Caritas diocesana -. Siamo sicuri che don Maurizio ci lascerà un significativo messaggio di inclusione in quello che sarà un momento all’insegna della riflessione, del confronto, del dialogo con l’immigrato. L’incontro sarà vissuto in memoria di Jerry Masslo, Celestine e di tutti gli immigrati che hanno perso la vita in Italia come durante le drammatiche traversate sui barconi e imbarcazioni provenienti dall’Africa”.
A conclusione, è previsto un buffet etnico animato dalle musiche di un gruppo di musicisti africani. Domenica prossima, infine, in tutte le comunità e foranie della diocesi saranno curate celebrazioni dove poter “condividere” preghiera in comunità e il pasto con gli “assistiti” Caritas.

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