Ambiente: “La Terra vista da un professionista”, i geologi nelle scuole per insegnare la prevenzione dei rischi sismici, idrogeologici e vulcanici

Sono oltre seicento le scuole che hanno aderito, in tutta Italia, alla seconda edizione dell’iniziativa di divulgazione scientifica “La Terra vista da un professionista: a scuola con il geologo”, nata per far conoscere la cultura geologica quale elemento necessario per la salvaguardia del territorio e dell’ambiente. Ad organizzare la manifestazione, che si è svolta oggi in tutta Italia, è stato il Consiglio nazionale dei geologi, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e la collaborazione del Dipartimento della Protezione civile. “Per conseguire l’obiettivo di quella che io chiamo ‘prevenzione civile’ – afferma Francesco Peduto, presidente del Consiglio nazionale dei geologi –, sarebbe necessario mettere in campo una serie di azioni sistemiche e sinergiche e, tra queste, quella di disseminare, tra i cittadini, conoscenza e consapevolezza dei georischi che pervadono il territorio: troppo spesso, difatti, si continua a morire durante un terremoto o un’alluvione per comportamenti sbagliati. Queste cose andrebbero insegnate ai cittadini, proprio a partire dalle scuole e, in mancanza, un po’ provocatoriamente ci siamo sostituiti alle istituzioni e siamo andati oggi nelle scuole a parlarne”.
“Portare nelle scuole i temi della prevenzione e le buone pratiche da adottare in situazioni di pericolo – commenta Angelo Borrelli, capo del Dipartimento della Protezione civile – è un’iniziativa fondamentale per ridurre i rischi a cui i nostri cittadini sono troppo spesso esposti. Partire dalla formazione delle nuove generazioni è la priorità del nostro Dipartimento”.
L’Italia è un Paese fragile dal punto di vista sismico, idrogeologico e vulcanico, per questo motivo i geologi sottolineano l’importanza di adottare corretti comportamenti in caso di calamità naturali. “Frane, alluvioni, terremoti, eruzioni vulcaniche: fenomeni naturali che caratterizzano il territorio italiano da sempre e ne trasformano inesorabilmente la morfologia – commenta Adriana Cavaglià, consigliere Cng con delega alla Protezione civile –. Anni e anni di assenza di pianificazione hanno fatto sì che tali eventi naturali determinassero catastrofi, interagendo con strutture e infrastrutture edificate in luoghi nei quali non era stata adeguatamente valutata la pericolosità geologica”. “Siamo abituati a sentir parlare di prevenzione quasi esclusivamente in concomitanza di emergenze – aggiunge – dopo qualche giorno, molto spesso, tutto tace. Ed è da questa riflessione che nasce l’idea dei geologi italiani di entrare nelle scuole, lavorare in tempo di pace per educare i governanti di domani alla cultura dei georischi e della prevenzione”.

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