Whistleblowing: Transparency International Italia, in crescita segnalazioni in settore pubblico, ma ancora riserve su tutela identità di chi denuncia

“Un anno fa, il 15 novembre 2017, anche grazie alla nostra campagna #vocidigiustizia, il Parlamento italiano approvava la legge sul whistleblowing, introducendo maggiori tutele per coloro che decidono di segnalare illeciti o irregolarità sul posto di lavoro”. Lo ricorda oggi, in una nota, Transparency International Italia. “I primi dati disponibili – prosegue la nota – evidenziano una crescita della diffusione dello strumento del whistleblowing. I dati di Alac, la piattaforma informatica messa a disposizione da Transparency International Italia per i cittadini che vogliono segnalare un caso di corruzione, ci dicono che nei primi dieci mesi del 2018 sono già 138 le segnalazioni ricevute. Sono soprattutto i dati dell’Autorità nazionale anticorruzione a evidenziare la maggior diffusione del whistleblowing nel settore pubblico: al 31 maggio 2018, secondo gli ultimi dati disponibili contenuti nel 3° Rapporto annuale sul whistleblowing, Anac aveva ricevuto 621 segnalazioni, in aumento rispetto all’anno precedente quando in totale, su 12 mesi, erano state 893. La media delle segnalazioni ricevute al mese è infatti raddoppiata, passando da 30,33 del 2017 a 66,80 del 2018”.
Nonostante la nuova legge preveda che tutti gli enti pubblici debbano dotarsi di canali di segnalazioni informatizzati in grado di tutelare più efficacemente l’identità del segnalante, sono ancora pochi gli enti che si sono effettivamente adeguati. Per questo motivo Transparency International Italia ad ottobre 2018 ha lanciato, insieme al Centro Hermes per la trasparenza e i diritti umani digitali, il progetto WhistleblowingPA, per favorire la diffusione di procedure complete per il whistleblowing mettendo a disposizione di tutte le amministrazioni pubbliche, gratuitamente, una piattaforma informatica dedicata per le segnalazioni come richiesto dalla nuova normativa.
“Nonostante alcuni dati incoraggianti, da un anno a questa parte osserviamo ancora diverse problematiche relative all’applicazione della legge, la più preoccupante riguarda sicuramente le incertezze da parte dei responsabili anticorruzione sul trattamento e la protezione dell’identità del segnalante”, dichiara Giorgio Fraschini, esperto di whistleblowing di Transparency International Italia, perché “spesso viene data maggiore priorità al contenuto della segnalazione, trascurando però la protezione del segnalante. Questo è un pericolo che dobbiamo scongiurare perché le conseguenze per chi si espone potrebbero essere molto dannose, sul piano lavorativo e personale”.

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