Manovra: Decaro (Anci), “pace fiscale con i cittadini non sia a discapito dei bilanci comunali”. “Ristorare ai Comuni 560 mln di tagli passati”

“Sulla pace fiscale siamo ovviamente favorevoli alla rottamazione delle cartelle sotto i 1.000 euro però non vorremmo che la pace con i cittadini fosse a discapito dei bilanci comunali”. Lo ha affermato il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, incontrando i giornalisti al termine della riunione del direttivo dell’associazione svoltasi in mattinata a Roma. Nel corso dell’incontro i sindaci hanno “sollevato alcuni problemi al governo”. Il primo è appunto quello della pace fiscale che – ha precisato Decaro – “non vorremmo si trasformasse in una guerra nei confronti dei sindaci”. “Non abbiamo la possibilità di togliere dal bilancio le cartelle sotto i 1.000 euro – ha spiegato il presidente -. Chiediamo al governo di restituirci questi soldi o, più facilmente, di permetterci un accertamento straordinario e distribuire in 30 anni questo buco di bilancio che materialmente si configurerà a fine anno”. Decaro ha poi aggiunto che “contemporaneamente, finita la stagione dei tagli ai Comuni, ci aspettiamo di trovare nel 2019 i 560 milioni di euro – che non sono previsti in finanziaria – come ristoro del taglio e i 300 milioni di euro che sono fondi che, per errore, nel passaggio da Imu a Tasi, non furono versati a 1.800 Comuni”. “Queste – ha ribadito – sono le risorse che chiediamo al governo per cercare di mettere in sicurezza i bilanci dei Comuni”.
Nel direttivo Anci si è parlato anche del fondo crediti di dubbia esigibilità per il quale “chiediamo di stoppare la percentuale al 75%”. Poi per la perequazione, “o ci danno un fondo o possiamo usare una parte di quei 560 milioni altrimenti diventa difficile farla con i bilanci che abbiamo oggi”. E sul “tema dell’edilizia giudiziaria aspettiamo dei ristori”.

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