Libertà religiosa: Dalla Torre (Trib. Città del Vaticano), “silenzio imbarazzante dell’Occidente di fronte a violazioni”

“Anche negli insospettabili Paesi dell’Occidente, la libertà religiosa viene lesa, in forme subdole”. Lo ha denunciato Giuseppe Dalla Torre, presidente del Tribunale della Città del Vaticano e rettore emerito della Lumsa, per il quale di fronte alla “rinascita dell’intolleranza religiosa nel mondo contemporaneo”, si registra “poca reattività, un silenzio quasi assoluto dell’Occidente, compiaciuto delle sue conquiste di civiltà, un silenzio imbarazzante, stigmatizzato dal magistero pontificio recente”. “Il problema della libertà religiosa è tutt’altro che risolta e il cammino da percorrere è lungo, erto e non privo di insidie”, ha rilevato Dalla Torre, intervenendo al Simposio internazionale “Diritti fondamentali e conflitti tra diritti”, organizzato dalla Fondazione Ratzinger in collaborazione con la Lumsa. “La libertà religiosa – ha spiegato – viene geneticamente prima degli altri e la sua violazione non lede solo uno dei diritti, ma mette in crisi l’intera categoria dei diritti umani”. La ragione del silenzio, ha continuato il giurista, sta nel fatto che “il secolarismo fa sparire il sacro affievolendo la coscienza collettiva del sentore religioso che non è più avvertito come collante della società”. In “un’età senza utopie né profezie”, la religione “è privata di rilevanza pubblica, diventa un fenomeno privato e dunque è qualcosa per cui non vale la pena spendersi”. Si assiste invece “ad una proliferazione dei diritti al punto da arrivare ad una giuridificazione dei desideri”, ha affermato Dalla Torre ricordando che “il pensiero non cognitivista, con le sue derive relativistiche, pone una mina fatale sotto il concetto diritti umani”.

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