Bioetica: card. Parolin, “legislazioni piuttosto permissive, la vita è considerata alla stregua di una proprietà di cui si può disporre liberamente”

“Oggi si presentano nuove sfide legate alla moderna biotecnica e favorite talvolta da legislazioni piuttosto permissive”. Lo ha denunciato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, sottolineando infatti che “spinose questioni si pongono circa la manipolazione genetica, la tratta degli organi e i nuovi sviluppi della ibridazione della persona umana con il genoma di altre specie”. Di fronte a tali sfide, “la Chiesa è impegnata a sottolineare il valore unico e irripetibile di ogni singola vita, dono prezioso di Dio” mentre “purtroppo, proprio il diritto alla vita sembra essere il più esposto all’individualismo che connota particolarmente le società occidentali”, ha spiegato il card. Parolin, che questa sera è intervenuto al Simposio internazionale “Diritti fondamentali e conflitti tra diritti”, organizzato dalla Fondazione Ratzinger in collaborazione con la Lumsa. “Nel costante tentativo di affrancare l’uomo da Dio, la vita cessa di essere un dono e viene piuttosto considerata alla stregua di una proprietà, di cui ciascuno può liberamente disporre nei limiti posti dal semplice consenso della maggioranza”, ha lamentato il segretario di Stato, evidenziando che “ciò rende il dialogo più complesso, per la difficoltà a reperire un comune terreno metafisico e lessicale sul quale incontrarsi”.

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