Grande Guerra: card. Parolin, “la diplomazia pontificia dedicò tante forze alla restaurazione della pace”

foto SIR/Marco Calvarese

“Era naturale che la diplomazia pontificia, che durante la guerra tante forze dedicò alla restaurazione della pace, cercasse anche dopo la fine delle ostilità anzitutto il vero consolidamento della pace e il suo presupposto fondamentale — la distensione degli spiriti”. Lo ha affermato il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, intervenendo alla Lateranense al convegno “Santa Sede e cattolici nel mondo postbellico (1918-1922)” promosso dal Pontificio comitato di Scienze storiche in occasione del centenario della conclusione della Prima Guerra mondiale. Prima di parlare de “Le sfide della diplomazia vaticana dopo la Prima guerra mondiale”, citando le parole di un giovane Ermenegildo Pellegrinetti, più tardi nunzio apostolico a Belgrado e cardinale, Parolin ha rilevato che sul finire del primo conflitto mondiale “si sentiva la chiara consapevolezza di assistere a sconvolgimenti di inaudita profondità”, ma c’era “anche l’ottimismo cattolico pronto ad aprirsi ai nuovi cammini, che avrebbero forse messo in movimento le certezze di ieri e comportato sfide per il domani, ma anche dischiuso nuove prospettive alla missione della Chiesa”.
“L’Europa era scissa da profonde contrapposizioni politiche ed ideologiche e da egoismi nazionali, tormentata da un’aspra questione sociale e segnata da un doloroso disorientamento delle masse” che “perdevano sempre più velocemente i legami con la Chiesa, con la religione e con Dio”, ha evidenziato il segretario di Stato. “La risposta del Papa a questa sfida non fu un nostalgico rimpianto dei tempi passati dei quali conosceva bene le insufficienze” ma una “visione del riordinamento internazionale imperniato sull’attiva presenza dei principi cristiani nella vita pubblica, sul sincero amore e rispetto per l’uomo e per i suoi bisogni e sull’organizzazione internazionale fondata sull’equità, giustizia e fratellanza dei popoli in grado di risolvere gli attriti in modo pacifico”.

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